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Cronaca Carpaneto Piacentino

Cartelle di Equitalia non notificate: indagata una donna

Indagine della procura, altri due uomini nel mirino. Per risparmiare tempo e strada, l’incaricata non raggiungeva le abitazioni e lasciava l’avviso solo al Comune. I malcapitati se ne accorgevano solo dopo due anni quando arrivano sanzioni aumentate e auto bloccate. Danni per migliaia di euro e oltre mille persone coinvolte

Invece di consegnare le temibili cartelle esattoriali di Equitalia avrebbe fatto notificare nei comuni che il destinatario non era reperibile. In realtà, i cittadini erano in casa o in ufficio, ma la donna addetta alla notifica non ci sarebbe andata. Una donna di 30 anni, F.C., è indagata dalla procura con l’ipotesi di reato di falso. E l’inchiesta potrebbe chiudersi presto con la richiesta di rinvio a giudizio della donna. Ma, altre persone potrebbero finire nel mirino della magistratura, perché sono arrivate nuove denunce nei confronti di almeno due incaricati alle notifiche.

La vicenda risale allo scorso anno. In procura cominciano ad arrivare segnalazioni di persone che avevano ricevuto, due anni dopo, solleciti di pagamento - e cartelle aumentate - perché non erano stati trovati. Uno dei primi a segnalare la stranezza è stato il sindaco di Carpaneto, Gianni Zanrei. E tra i destinatari, c’erano anche persone che hanno voluto indagare come mai le lettere non erano arrivate. E così molti cittadini e anche diversi professionisti hanno scoperto che l’impiegata - forse per risparmiare tempo e strada girando per i comuni della Valdarda, da Lugagnano a Morfasso a Castellarquato, da Fiorenzuola a Gropparello, da Vigolzone a San Giorgio fino a Bobbio - non era arrivata fino alla loro abitazione. Se l’impiegata ha risparmiato tempo, lo stesso non si può dire per chi non ha ricevuto la cartella: sanzioni aumentate, auto fermate, spese di notifica addebitate agli inganni destinati. Insomma, danni per migliaia di euro. E a essere coinvolte - tra il 2014 e il 2016 - solo a Podenzano potrebbero essere state oltre mille persone, mentre la media di chi non viene rintracciato è di circa 150 cittadini.

La procedura prevede che la notifica venga portata a casa. Se non risponde nessuno viene lasciato un avviso e poi lo si lascia alla casa comunale (il Comune). In seguito viene inviata una raccomandata. Nulla di tutto questo, però, sarebbe stato fatto. La cartella veniva lasciata in Comune, dicendo che il destinatario non era stato trovato. Il sostituto procuratore Matteo Centini ha così avviato le indagini che ora sarebbero in dirittura di arrivo. Secondo primi rilievi, le denunce dei cittadini sarebbero fondate.

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