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Collare elettrico al cane, padrone condannato. La difesa: «Non aveva segni di sofferenza»

Il padrone di un bracco tedesco aveva messo un collare elettrico al cane per dargli una piccola scossa quando abbaiava e nella mattinata dell'8 settembre è stato condannato a 800 euro di ammenda per maltrattamento di animali. La difesa: «Non c'è reato»

Mauro Zilli, di Monticelli e padrone di un bracco tedesco, aveva messo un collare elettrico al cane per dargli una piccola scossa quando abbaiava e nella mattinata dell'8 settembre è stato condannato dal giudice Luca Milani, a 800 euro di ammenda per maltrattamento di animali. Il pm, Sara Marchetta, ne aveva chiesti mille. La difesa, l'avvocato Romina Cattivelli aveva chiesto l'assoluzione e ha preannunciato il ricorso. Per la difesa non c'è reato sia per le dichiarazioni dei testimoni e del veterenario, sia perché il reato di maltrattamento di animali si configura quando c'è incopatibilità con la natura del cane (che invece era tenuto in un ampio recinto) e anche perché non sono stati rilevati segni di sofferenza.  La vicenda risale all’agosto dello scorso anno, quando un esposto aveva segnalato il presunto maltrattamento al bracco tedesco di Mauro Zilli. Una guardia ecozoofila aveva rintracciato l’animale e sequestrato il collare. Il medico - che non aveva mai visto quell’animale - ha detto di aver visitato l'animale portato dal proprietario, senza riscontrare alcuna ferita né danni. Una visita approfondita aveva escluso anche lesioni all’apparato respiratorio e alla laringe. Il difensore ha ricordato come il collare sia in vendita e il suo uso sia lecito.

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