Condannato lo scassinatore di otto bancolat

Un anno e 25 giorni a un piacentino. L’uomo aveva messo a segno 8 colpi, di cui 7 in solo giorno. Incastrato da telecamere e Gps. Ma la difesa: «Non è stato riconosciuto formalmente e il suolo uso del Gps non è una prova»

Uno dei distributori scassinati

Aveva scassinato alcuni bancolat, mettendo a segno 8 colpi in pochi mesi: 7 in un giorno solo. Il 28 settembre, un piacentino è stato condannato a un anno e 25 giorni dal giudice Gianandrea Bussi, come chiesto dal pm Monica Bubba. Il suo difensore, l’avvocato Paolo Ferroni, aveva chiesto l’assoluzione. Secondo la difesa, l’unico riconoscimento è stato quello dei proprietari dei bancolat attraverso il video di una telecamera posizionata dai carabinieri alla Besurica. I proprietari avevano indicato l’uomo come un loro ex dipendente. Nessun riconoscimento formale era stato effettuato in seguito, ha sottolineato il difensore sul quale ha anche detto che il solo uso del Gps non è sufficiente come prova. Ferroni sta valutando il ricorso in appello.

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I colpi, che avevano fruttato poco meno di 2mila euro, erano stati messi a segno nel 2018. Dopo la segnalazione dei furti, i carabinieri di Rivergaro avevano posizionato una telecamera vicino al distributore di latte e latticini alla Besurica (tutti erano gestiti dall’azienda Bosco Gerolo). Lì, i militari individuarono l’autore del furto e lo colsero in flagranza, arrestandolo (venne poi processato con rito direttissimo). I carabinieri, dopo averlo identificato, sistemarono, a sua insaputa, un Gps sulla sua auto. Da qui riuscirono a ricostruire altri 7 furti, tutti avvenuti il 19 febbraio, perché l’auto risultava posizionata sempre dove avvenivano gli scassi. E così, il 22 febbraio, l’uomo venne di nuovo arrestato a Podenzano, anche in questo caso in flagranza di reato, dove avrebbe messo a segno l’ottavo e ultimo furto.

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