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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

«Dare risposte alle domande della società del momento. La Chiesa piacentina fa autocritica»

Problemi, disagi, dimissioni e rinvii nell'ultimo consiglio presbiterale piacentino presieduto dal vescovo

Problemi, disagi, dimissioni e rinvii. Conclusioni di ordinaria normalità se riferiti alla assemblea di un partito o di un movimento politico, destano attenzione se riferiti ad una adunanza del Consiglio Presbiterale Diocesano, quale quella dell'11 ottobre nella sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile. Ne riferiamo riprendendo diversi paragrafi del comunicato stampa diffuso al termine dei lavori. 

La riunione è stata presieduta dal Vescovo Gianni Ambrosio ed è stata “moderata” dal vicario generale Giuseppe Illica, con le funzioni di segretario svolte da don Paolo Camminati che, però, ha anche presentato le dimissioni da tale incarico a causa dei suoi impegni pastorali. Si sono dimessi dalla giunta del Consiglio anche don Riccardo Lisoni e don Federico  Tagliaferri, sostituiti da don Luigi Pini e don Stefano Segalini. Non è stato trovato un accordo, invece, sul nome del segretario in quanto gli eletti non hanno accettato:  l’assegnazione di tale incarico verrà affrontato nella prossima riunione della Giunta. Le dimissioni sono state motivate, dagli interessati  con impegni di ministero, ma anche con espliciti riferimenti all’attuale situazione di disagio che sta vivendo la nostra comunità e lo stesso clero diocesano. Da più voci è stato invocato un approfondimento per individuare le cause delle attuali difficoltà che si manifestato con un diffuso  indebolimento del senso di appartenenza alla comunità diocesana e con la non facile ricerca delle strade per dare una risposta, come Chiesa, alle domande della società del momento.

In molti interventi non è mancata l’autocritica quando, ad esempio, è stato osservato come nel Clero manchi spesso una vera condivisione; è stato chiamato in causa anche l’operato dello stesso Consiglio presbiterale le cui decisioni non sono a volte seguite da una risposta concreta da parte dei sacerdoti. “Ho visto – ha precisato  un membro del Consiglio – calare l’entusiasmo di una volta; entusiasmo che deve essere ritrovato”. E’  stato evidenziato l’attuale disagio anche facendo riferimento al particolare momento che stanno attraversando alcuni uffici centrali, soprattutto quelli impegnati nella pastorale.  Di questo disagio si è fatto interprete anche il Vicario generale  che ha auspicato una rinnovata capacità progettuale che metta insieme anche le parrocchie quando sono chiamate ad operare insieme  sullo stesso programma. Da qui l’invito a reagire con un rinnovato spirito d’iniziativa;  auspicata anche una maggiore collegialità nell’impostare , e soprattutto nel realizzare, i programmi.  

Il Vescovo ha osservato come la nostra Chiesa subisca, a volte, i contraccolpi della situazione  di crisi che sta vivendo la nostra società ed ha auspicato  che tutti si sentano impegnati a formulare proposte concrete e dare un loro contributo per superare le attuali difficoltà.

Il Consiglio Presbiterale ha poi ascoltato una sintesi del  documento sulla vita e sulla formazione del clero affrontato ad Assisi dai Vescovi. Tale compito è stato svolto da don Federico Tagliaferri. Facendo seguito al suo intervento, e anche rispondendo ad alcune richieste di alcuni consiglieri, il Vescovo ha sottolineato che, nell’esame delle indicazioni dei Vescovi sulla formazione del clero, debbano essere coinvolti, sia nell’informazione sia nel dibattito, tutti i sacerdoti della diocesi e a tal fine, prima della prossima Pasqua, verrà convocata una specifica assemblea. Su questo tema verrà coinvolta anche l’apposita commissione per  la formazione del clero. 

Il vicario generale mons. Illica si è soffermato su alcune notizie di vita diocesana  e, tra i problemi, ha indicato quello di stabilire norme condivise per accogliere in diocesi sacerdoti di congregazioni che chiedono di collaborare con la nostra comunità come di recente è avvenuto nel caso dei  Figli di Sant’Anna, religiosi  che hanno sostituito nel santuario di Santa Rita i Cappuccini che hanno lasciato Piacenza.

Un tema affrontato la  necessità da stabilire una linea condivisa da tenere di fronte alla richiesta fatta alla Chiesa piacentina per l’accoglienza dei profughi. E’ un settore che vede già impegnata la Caritas e, accanto alla disponibilità già manifestata, occorre anche un’analisi concreta delle scelte da fare.

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