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Diventa amministratore di sostegno della zia disabile e la deruba di 34mila euro

Denunciata dalla Guardia di Finanza una 62enne. La donna, oltre a non pagare le rette per i ricoveri ospedalieri dell’anziana zia, si è sempre rifiutata di depositare in Tribunale, malgrado ripetuti solleciti, la rendicontazione delle spese sostenute

Una pensionata di 62 anni, nominata amministratore di sostegno della zia disabile, è stata denunciata dai finanzieri del Comando Provinciale di Piacenza per essersi illecitamente impossessata, nell’arco di 4 anni, di una somma complessiva pari a 34mila euro di proprietà della donna anziana assistita, successivamente deceduta a 85 anni.

Le indagini sono scattate a seguito di una segnalazione da parte del Tribunale di Piacenza alla Procura della Repubblica, nella quale venivano rilevate diverse irregolarità e omissioni compiute dalla donna in relazione ai suoi doveri di amministratore di sostegno. Tale figura, nominata dal Giudice Tutelare competente, ha la finalità di offrire, a chi si trovi nella impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi, uno strumento di assistenza che sacrifichi, nella minor misura possibile, la capacità di agire nella persona assistita.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Piacenza, guidati dal colonnello Sergio Riolo Vinciguerra, coordinati dal sostituto procuratore Daniela Di Girolamo, hanno accertato che l’amministratore di sostegno, durante la gestione del suo mandato, ha eseguito arbitrariamente prelevamenti di denaro contante dal conto corrente della propria assistita – talvolta anche di entità superiori alla soglia di legge consentita ai fini della normativa antiriciclaggio – senza giustificarne in alcun modo l’utilizzo.

La donna, oltre a non pagare le rette per i ricoveri ospedalieri dell’anziana zia, si è sempre rifiutata di depositare in Tribunale, malgrado ripetuti solleciti, la rendicontazione delle spese sostenute. A fronte di tale condotta, la pensionata è stata denunciata per il reato di peculato e per il reato di omissione atti d’ufficio, per i quali è prevista una reclusione da 6 mesi a 2 anni. Su richiesta del pm, il gip ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie alla stessa riconducibili e sottratte al soggetto tutelato. Continua l’azione del corpo al contrasto ed allo svelamento di condotte fraudolente, che assumono contorni ancor più sgradevoli se commesse sfruttando lo stato di difficoltà di soggetti più fragili e indifesi.

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