Enrico Chiesa: in manovra molti taglie e poco sviluppo

Secondo Enrico Chiesa la manovra non offre il necessario sostegno alle imprese. Bene solo l'estensione della norma "anticrac" anche agli imprenditori agricoli

Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza, si dichiara deluso dalla manovra recentemente approntata dal governo: “Sostegno alle imprese, sgravi fiscali e attenzione all’agricoltura, settore centrale per il rilancio dell’economia italiana, questo è quello che avremmo voluto ritrovare nella manovra, mentre sono troppo poche le misure di sostegno alla competitività a fronte dei severi tagli sulle agevolazioni fiscali. La difficile congiuntura ha portato al necessario rigore per il bene del Paese, ma al contempo ha trascurato, a nostro avviso, la leva dello sviluppo”.

UNA NOTA POSITIVA - “Una nota positiva c’è – sottolinea Chiesa – si tratta dell’estensione, anche agli imprenditori agricoli in stato di crisi o d’insolvenza, delle agevolazioni per la ristrutturazione dei debiti e la ripresa dell’attività economica, che era prevista esclusivamente per le imprese commerciali”.  Con la nuova norma, le aziende agricole potranno accedere alle procedure di cui agli articoli 182-bis e 182-ter del regio decreto 16 marzo 1942. Ai sensi dell’articolo 182-bis della legge fallimentare, le imprese in stato di crisi, previo accordo con i creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento dei crediti, possono proporre un piano di ristrutturazione dei debiti, che deve essere approvato dal tribunale, con abbattimento di una quota del capitale. Si tratta di una transazione fiscale, disciplinata dall’art. 182-ter della legge fallimentare, che rappresenta una particolare procedura "transattiva" tra fisco e contribuente, collocata nell'ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, avente ad oggetto la possibilità di pagamento in misura ridotta o dilazionata del credito tributario e di quello contributivo. “Auspichiamo – conclude Chiesa – che questa misura possa essere d’aiuto alle aziende agricole in difficoltà, ma il nostro obiettivo sindacale era e resta quello di consentire alle altre di rimanere in piedi. ”L’identità del Paese e la coesione sono state ritrovate con lo stress da performance generato dai chiari segnali del mondo della finanza. Una politica che ritrova lo spirito unitario o semplicemente la volontà di non assumersi la responsabilità di affossare ulteriormente una situazione già grave?
 

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