«Ho avuto una relazione con mia cognata, non ne accettavo la fine»

Stalking, resta in carcere il 60enne arrestato dalla polizia: «Non è vero che la molestavo». La difesa aveva chiesto la remissione in libertà

Resta in carcere il 60enne arrestato il 18 ottobre accusato di stalking e lesioni nei confronti della cognata. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare, Luca Milani, che ha convalidato l’arresto della polizia durante l’interrogatorio di garanzia. L’uomo, difeso dall’avvocato Emanuele Solari, ha risposto «compiutamente a tutte le domande del giudice, fornendo una propria versione dei fatti». L’uomo, nei 40 minuti dell’udienza, ha affermato che fra i due c’era stata una relazione e ha anche negato qualsiasi atto persecutorio compreso il lancio di sassi contro l’abitazione della donna. Certo, lui non aveva accettato la fine della relazione, decisa dalla donna, una sua coetanea. Lei è assistita dall’avvocato Sara Soresi, alla quale si era rivolta alcune settimane fa preoccupata dall’atteggiamento insistente dell’uomo.

La difesa aveva chiesto la remissione in libertà oppure il divieto di dimora, ma il giudice ha deciso per la custodia cautelare il carcere.

Secondo le accuse, il 60enne avrebbe inviato numerosi messaggi e fatto molte telefonate, nonché di essersi appostato sotto l’abitazione. Poi l’ultimo atto: giovedì sera, l’uomo avrebbe, secondo le accuse, lanciato alcuni sassi verso l’abitazione della donna, colpendo anche un vetro. L’arrivo di una volante della polizia, chiamata dalla donna sempre più spaventata, ha messo la parola fine alla storia: l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere, su disposizione del sostituto procuratore Antonio Colonna. L’uomo è stato accusato anche di lesioni, per aver colpito con alcuni ceffoni la donna.

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