I valnuresi dicono "no" alle fusioni dei comuni

Alta e Bassa Valnure non condividono il progetto di fusione tra Bettola,Farini e Ferriere e tra Pontedellolio e Vigolzone. Vince il "no" ovunque. Bassa affluenza in tutti i comuni

Vince nettamente il "No" al referendum consultivo sui due progetti di fusione in Valnure. Il responso in Alta Valnure (Bettola, Farini e Ferriere) e nella bassa (Vigolzone e Pontedellolio) non lascia alcun dubbio: i residenti non vogliono vedere trasformato l'assetto amministrativo del proprio comune. Il "No" si afferma con largo distacco a Bettola (67,45 per cento) e Ferriere (75%), mentre più incerta è stata la contesa a Farini: qua il "No" l'ha spuntata con il 52,64% (279 voti a 251). A Ferriere il progetto di fusione è stato ostacolato da 465 no, contro i 154 a favore. A Bettola è finita 833 a 402.  Anche il secondo progetto di fusione, quello tra Pontedellolio e Vigolzone, non ha convinto i cittadini. A Pontedellolio il no prevale con il 60,3% (1167 voti contro i 777 del Sì), mentre a Vigolzone - un po' a sorpresa - ottiene il 59,14%, ovvero 954 a 659. In tutti e cinque i comuni il progetto è stato rispedito al mittente. Le due mancate fusioni in Valnure sono il secondo e il terzo progetto che subisce uno stop, dopo il referendum consultivo tra Borgonovo e Ziano di un anno fa. Nella scelta dei nomi per un ipotetico nuovo comune avevano raccolto il maggiore consenso "Alta Val Nure" per i tre comuni di montagna e "Pontevigo" per i comuni di Vigolzone e Pontedellolio.

AFFLUENZA SCARSA IN TUTTA LA VALNURE

Poco dopo la chiusura dei seggi alle 23 sono stati resi noti i dati dell'affluenza nei cinque comuni della Valnure.  A Bettola ha votato il 44,14%, ovvero 1246 elettori su 2823. A Farini il dato si è fermato al 30,25% (542 su 1792), mentre a Ferriere si è arrivati al 37,12% (628 su 1692). Dati molto lontani dall'affluenza alle Elezioni Comunali dei tre paesi dell'Alta Valnure, più vicini alle ultime Elezioni Regionali del 2014, che si svolsero in autunno. Il dato medio dei tre comuni è 38,31%. A Vigolzone ha votato il 46,72% (1626 su 3480), a Pontedellolio il 47,91% (1963 su  4097). Il dato medio dei due comuni tocca così il 47,37%. 

I COMMENTI

Fusioni comuni, Foti (FdI-AN): "Una bella batosta per la Giunta Bonaccini"

"I risultati dei referendum consultivi sulle proposte di fusione di alcuni comuni in Emilia-Romagna dicono chiaramente che non ci sono più capi bastone, né capi partito, in grado di condizionare ed indirizzare l'opinione pubblica. Parimenti lasciano indifferenti i cittadini i contributi economici promessi e le narrazioni di sindaci di comuni fusi, volte a delineare quadri di felicità, contraddette dalla realtà di tutti i giorni.", lo sostiene Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale nell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna."E' una bella batosta anche per la giunta Bonaccini - prosegue la nota - che richiamata in più occasioni dall'opposizione di centrodestra a modificare un quadro normativo tanto burocratico quanto privo di originalità, si è arroccata nel promuovere la fusione dei comuni quale momento magico per elargire agli stessi mancette extra e una qualche priorità nella valutazione dei progetti." "Quanto ai risultati in provincia di Piacenza - evidenzia Foti - non vi è dubbio che l'avere affrettato i tempi solo ai fini di ottenere maggiori contributi economici non ha portato bene. E' chiaro che gli elettori vogliono capire cosa comporti esattamente una fusione, anche in termini di successiva rappresentanza del proprio territorio nell'eventuale nuovo comune. Insomma, il consenso non lo si conquista con i soldi, ma con le idee". "Ne segue che, in un quadro di così desolante stimolo politico e di piattume amministrativo - aggiunge Foti - non poteva che prevalere la voce di chi ai soldi antepone la tradizione civica comunale." "Non resta che augurarsi - conclude il capogruppo di Fdi-AN - che si apra oggi una fase di riflessione volta a cambiare pagina in Regione: le unioni dei comuni, come i progetti di fusione,  devono avere a fondamento uno slancio ideale e comunitario, che la logica fredda dei finanziamenti cancella, così coniugando una tradizione identitaria con la capacità di guardare al futuro."

Rancan (Ln): «Schiaffo al centrosinistra in Regione»

«L’alta Val Nure dimostra che i diktat imposti dalle istituzioni non sono graditi ai cittadini.  Pertanto, per evitare sprechi di risorse in studi sulle fattibilità di fusioni comunali che verranno poi bocciate dagli elettori, i sindaci imparino a soppesare attentamente tutti i pro e i contro». Così Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega Nord, sul voto referendario che ha respinto l’ipotesi di accorpamenti dei comuni di Bettola, Farini e Ferriere in un unico soggetto amministrativo. «La Lega – prosegue l’esponente del Carroccio, già relatore di minoranza del progetto di legge sulla fusione in alta Val Nure – aveva già messo in guardia sui possibili danni derivanti da un eccessivo accentramento e dalla perdita di servizi per la montagna valnurese, un territorio di 400 chilometri quadrati. Mesi di campagna elettorale con mirabolanti promesse a nulla sono serviti alle forze politiche di centrosinistra, che eseguono gli ordini della Regione, a far passare la fusione: ad esse è andato lo schiaffo di una popolazione che ha preferito salvaguardare la propria realtà locale in un momento di forte difficoltà. L’episodio ha inoltre provato che dare la parola ai cittadini è uno strumento utile per chi vuole governare bene».

"E' stato bello - ha commentato su Facebook il sindaco di Vigolzone Francesco Rolleri, sostenitore del Sì - provare ad unire ancora di più le nostre due comunità. .dopo un confronto leale i cittadini hanno scelto di conservare i nostri confini amministrativi nel segno della continuità..il percorso per arrivare a ieri è stato un importante esercizio di democrazia e io spero che le forze in campo continuino ad interessarsi e a lavorare per il bene comune anche nei prossimi mesi..buon lavoro a tutti". "L'esito referendario - ha aggiunto il primo cittadino di Pontedellolio Sergio Copelli - ha stabilito che l'autonomia amministrativa abbia un valore superiore alle opportunità offerte dalla fusione. E' stato un esercizio di democrazia diretta che ha registrato una buona affluenza alle urne. Proseguiremo nel nostro mandato amministrativo per portare a termine i tanti progetti avviati tenendo in considerazione la volontà popolare che indica in questa dimensione territoriale la condizione preferita per gestire la comunità. Un ringraziamento a tutti i cittadini che hanno condiviso le ragioni del SI e le ragioni del NO per informare ed animare il dibattito".

Il Movimento 5 Stelle regionale: "Un flop"

“Il voto di ieri conferma tutte le nostre preoccupazioni riguardo a un sistema, quello delle fusioni volute in Regione dall’asse PD-SEL-Destra, che non ci ha mai realmente convinti. Adesso quello che ci aspettiamo è che la volontà dei cittadini venga rispettata, senza colpi di mano né nei Consigli comunali che all’interno dell’Assemblea Legislativa”. È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, in merito all’esito delle consultazioni referendarie che si sono tenute ieri in 16 Comuni dell'Emilia-Romagna e che ha coinvolto una popolazione di oltre 61.500 cittadini residenti in cinque diverse province dalla regione. “Se si esclude la fusione tra Mirabello-Sant’Agostino a Ferrara, dove la prevalenza dei Sì è stata netta, tutti gli altri progetti di fusione hanno visto prevalere i No – spiega Andrea Bertani – sia come voto complessivo sia come numero dei Comuni contrari. E anche nel caso del referendum di Mondaino-Montegridolfo-Saludecio, quest’ultimo Comune ha votato contro la fusione. Si tratta a nostro avviso di uno schiaffo a quel sistema, creato e voluto dal PD e da SEL, che ha avuto la sua realizzazione nella nuova legge sulle fusioni votata e approvata in Regione qualche mese fa che di fatto ha svuotato di importanza il voto dei cittadini. Anche se le nuove regole in teoria non dovrebbero essere applicate nei Comuni che ieri sono andati alle urne, ora il rischio che qualcuno decida di forzare la mano è altissimo. Assieme alla nuova legge, infatti, fu approvato anche un ordine del giorno firmato da SEL e da Fratelli d’Italia che potrebbe ribaltare l’esito del voto attraverso il parere dei Consigli comunali.  I referendum sulle fusioni falliscono quando non c’è informazione e coinvolgimento dei cittadini fin dall’inizio del percorso, ben prima del referendum, ma in fase preparatoria. Se si calano dall’alto decisioni prese nelle segrete stanze e si utilizza il solito ricatto dei soldi per influenzare il voto, i cittadini rispondono di No. Inoltre se la maggioranza avesse accettato le nostre proposte, che prevedevano tra l’altro il proseguimento dell’iter di fusione fra i soli Comuni del Sì, adesso non ci troveremmo davanti a questo pericolo. Una confusione che rischia di annullare anche processi di fusione giusti o addirittura indispensabili”. 

«Ferriere – scrive in una nota il consigliere comunale di minoranza Alessandro Mainardi - dice NO. E  con lui anche gli altri comuni della val Nure! Per prima cosa un grazie di cuore  ai tanti ferrieresi che con il loro NO si sono opposti alla fusione con Bettola e Farini e a chi si è impegnato per raggiungere questo risultato con un vittoria schiacciante! Dopo quasi un anno dall’inizio del progetto di fusione portato avanti dalla amministrazione comunale senza mai consultare la gente, la popolazione di Ferriere ha potuto finalmente esprimere la propria opinione in merito a tale operazione e la risposta è stata chiara, limpida ed inequivocabile, senza se e senza ma. Con oltre il 75 per cento di voti contrari la gente di Ferriere ha detto NO, ha detto che NON vuole la fusione, non ha ceduto a giochetti di potere, alle false promesse, ai ricatti e tanto meno si è venduta per trenta denari. In questi mesi si è sentito  parlare di presunti contributi a favore del nuovo comune e già si scomodavano insigni studiosi, istruiti e pagati a dovere per certificare inesistenti percorsi e benefici e  già si proiettavano futuribili risultati elettorali stuzzicando appetiti feudali in qualche politico locale che, ora a seguito di questo risultato referendario, se manterrà quanto pubblicamente e ripetutamente dichiarato, non potrà che dimettersi.

Eccoci qua a certificare che ancora una volta i ferrieresi di Val Nure, Val d’Aveto e Val Lardana, da montanari fieri ed orgogliosi, hanno preferito mantenere la loro cultura , le loro tradizioni e la loro economia, il cui valore semplicemente non si può né quantificare e né monetizzare, eccoci ad attestare che non hanno voluto cancellare una evoluzione frutto dell'impegno di generazioni, semplicemente non hanno voluto far venir meno la  memoria ,il ricordo e il rispetto verso i loro avi che per secoli, con il loro duro lavoro e in periodi di ben maggior difficoltà di quello attuale, di ben  maggior povertà e di  ben maggior sofferenza  sono riusciti a mantenere integra l’identità delle loro comunità, sono riusciti a portare sino a noi Ferriere come comune, e con il loro voto di ieri hanno ribadito l’importanza dei piccoli comuni. Ora, dopo il chiaro risultato che il referendum ha avuto, si auspica che il nostro comune non sia inglobato con artifizi  normativiin eventuali fusioni e che la Regione Emilia Romagna, nel riguardo dell’art.5 della Costituzione che difende le autonomie locali, rispetti il volere dei ferrieresi espresso in modo chiaro e trasparente  nel modo più democratico e popolare che esista: la consultazione referendaria».

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