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I soccorritori sul luogo dell'omicidio

I soccorritori sul luogo dell'omicidio

Il 38enne indiano morto per una emorragia interna

Castelsangiovanni, primi rilievi dall’autopsia, tre i fendenti all’addome. Continuano le indagini dei carabinieri che stanno ascoltando familiari e conoscenti della vittima

Tre coltellate e un'importante emorragia interna sono costate la vita ad Arvinder Singh, il 38enne indiano morto il 7 giugno a Castelsangiovanni, in strada del Colombarone, alle spalle del magazzino di Amazon. Sono i primi risultati dell’autopsia sul corpo dell’uomo che era stato trovato in fin di vita dalla stessa moglie. Nell’indagine svolta dai carabinieri, e coordinata dal sostituto procuratore Daniela Di Girolamo, ci sono cinque indagati: 3 uomini, con l’ipotesi di accusa di omicidio volontario, e due donne, entrambe con l’ipotesi di favoreggiamento. Si tratta di persone riconducibili a un unico nucleo familiare.

I carabinieri stanno ascoltando numerosi testimoni e conoscenti. Non è ancora chiaro che cosa sia avvenuto - all’interno dell’abitazione dell’uomo ci sarebbe stata una furiosa lite - ma gli inquirenti stanno cercando riscontri alle dichiarazioni. Quell’uomo - anche se gli investigatori ripetono di non escludere alcuna pista, compresa quella del suicidio - è morto per le gravi ferite provocate dai tre fendenti all’addome, assestati con un grosso coltello da cucina. Oltre ai riscontri delle dichiarazioni, la procura è in attesa dei rilievi dei carabinieri del Ris (impronte, tracce biologiche e altro) che potrebbero fornire nuovi elementi per chiarire che cosa sia accaduto quella tragica notte e si vi siano responsabilità di qualcuno in quella morte.

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