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Il fermo immagine di uno video in cui vengono scaricate alcune ragazze che entrano poi nel palazzo

Il fermo immagine di uno video in cui vengono scaricate alcune ragazze che entrano poi nel palazzo

«In quello stabile anche un via vai sospetto di giovanissime durante il fine settimana»

L'esasperazione dei cittadini che abitano accanto ad un stabile di via Rosso a Gropparello dove risse, spaccio, degrado, pare siano all'ordine del giorno. Raccolte 200 firme

«Spesso nel fine settimana di notte arriva un furgoncino bianco che scarica 2-3 ragazze di colore molto giovani che poi il pomeriggio successivo vengono portate via. Non sappiamo cosa facciano lì dentro (anche se salgono al primo piano dove abiterebbe il più facinoroso e violento del gruppo) e dove vengano portate poi, ma il sospetto che si possa trattare o di prostituzione o di sfruttamento della stessa è alto». Oltre quindi allo spaccio, alla musica alta, allo sfogo dei bisogni corporei davanti ai passanti, alle risse, alle urla, in un palazzo di via Rosso a Gropparello, si aggiungerebbe anche questo fenomeno da indagare. A raccontarlo i residenti che da più di due anni fronteggiano una situazione di anarchia e delinquenza. Nello stabile vivono alcuni ragazzi di colore ai quali se ne aggiungono altri per alcuni giorni in una sorta di sub-affitto fai da te, trasformando il palazzo in una sorta di zona franca.  «Non lavorano, come fanno a pagare l'affitto?», si chiedono i vicini di casa. 

«In questo modo - spiegano i residenti che hanno raccolto più di duecento firme - si è formata una comunità che vive all’interno del palazzo, composta da giovani forti che, invece di inserirsi nella realtà di Gropparello, da anni tengono comportamenti, nel migliore dei casi di spregio e disprezzo verso la comunità che li ospita, in altri casi penalmente rilevanti». «La sera del 29 giugno - dicono nella lettera mandata a prefettura, Ausl, carabinieri, questura e sindaco del paese Claudio Ghittoni - la quiete di una calda sera d’estate, è stata interrotta dall’ennesima lite tra gli occupanti l’immobile, particolarmente violenta: urla, abiti e valige e suppellettili gettati dalle finestre del secondo piano, aggressioni tra i residenti dello stabile con bastoni e sassate.  Tutta la vicinanza residente è intervenuta esasperata, in attesa che arrivassero le forze dell’ordine, per cercare di evitare il peggio. La sassaiola ha colpito l’auto di proprietà di una signora residente in via Rosso, causando danni alla carrozzeria. Le contusioni fra gli occupanti sono state riportate alla attenzione della Ambulanza intervenuta. La violenza in questo stabile, è di casa. Lo è stata anche per altri episodi, dei quali siamo stati testimoni, ma di cui non vi è stato un verbale delle forze dell’ordine».

ragazzo di colore palazzo gropparello-2«Non si tratta di razzismo, sia chiaro, ma di ordine pubblico. Questo concetto,  - proseguono - è trasversale rispetto a qualsiasi razza, religione o etnia perché tocca la convivenza pacifica su un territorio ospitante. Perché di questo si tratta: rispetto delle regole.  Lo stesso rispetto che chi firma chiederebbe se protagonisti di detti comportamenti fossero italiani. I nostri vicini di casa da anni ormai girano per le vie limitrofe, seminudi, si spogliano davanti a donne e ragazzini per urinare in strada, ascoltano la musica a volume alto nelle ore più improbabili della giornata e, quando per caso qualcuno chiede un po’ di quiete, cantano, dileggiando l’interlocutore con frasi come: Italiano io non pago affitto, tu paghi noi ed io non pago affitto. Bevono ed ovviamente diventano violenti; per non farci mancare nulla, direttamente dalle loro testimonianze, viene fatto uso di sostanze stupefacenti. Ma davvero questa è integrazione? Questa è una sperimentazione “live” di integrazione forzata con persone che non hanno il senso civile del rispetto e della mutua convivenza. Ma non hanno neppure il rispetto del principio di accoglienza che questo territorio ha fornito». 

«Chiediamo a gran voce, ed a chi di dovere di intervenire: venite in paese, venite a vedere dove vivono, come vivono. Venite a visitare l’immobile per verificarne le condizioni igienico-sanitarie. Venite a parlare con le persone che ci risiedono, spesso anziane, la cui vita è stravolta nelle abitudini per la paura di uscire la sera e per il sonno rubato. Ci teniamo a ribadire - dicono - a gran voce che non si tratta di razzismo: tutti i firmatari di questo documento concordano nel ritenere che gli stranieri presenti in Italia debbano essere riconosciuti i diritti fondamentali che sono attribuiti ai cittadini: diritto alla salute, diritto ad una vita dignitosa, diritto alla scolarizzazione dei loro bambini, diritto all’integrazione. Ma altrettanto fortemente riteniamo che debbano avere gli stessi doveri: rispetto della legge, rispetto per le regole della convivenza civile, rispetto dei luoghi, rispetto per gli italiani, uomini, donne e bambini, rispetto dei principi che fanno parte della nostra civiltà e dello ius naturale e allontanamento dei soggetti facinorosi che creano disagi continui ai cittadini».

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