Klimt, ci sono tre indagati

Per uno l’ipotesi è quella di furto, per altri due di ricettazione. Uno di questi ultimi ha ricevuto l’avviso di garanzia perché sono stati svolti atti particolari (una perquisizione o un sequestro di documenti). E presto il Ritratto di Signora potrebbe essere dissequestrato

Il Klimt alla Banca d'Italia

Dai cunicoli sotterranei del castello che racchiude i segreti del Klimt emergono tre indagati. Il lungo lavoro investigativo della procura ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di una persona, con l’ipotesi di furto, e di altre due per ricettazione. A una di queste ultime l’informazione di garanzia è già stata consegnata, perché si è dovuto procedere a una perquisizione o al sequestro di documentazione: in questi casi, la legge prevede che l’indagato sia assistito da un difensore. Intanto, il dipinto Ritratto di signora potrebbe presto essere dissequestrato e mostrato in tutta la sua bellezza ai tanti esperti, appassionati e curiosi che attendono con ansia.

Il Klimt è autentico: la conferenza stampa ©Trespidi/IlPiacenzaArriva, dunque, a una prima svolta l’indagine condotta dal sostituto procuratore Ornella Chicca che si avvale di polizia e carabinieri per svelare i segreti che ancora stanno attorno al dipinto ritrovato nello stesso luogo da cui era stato rubato 22 anni fa alla Galleria Ricci Oddi. Se la parte relativa al furto potrebbe avviarsi verso l’archiviazione, perché il reato di furto è già prescritto, quella che vede il reato di ricettazione potrebbe riservare sorprese. La Squadra Mobile di Piacenza e i carabinieri della tutela patrimonio culturale (Tpc) di Bologna non hanno smesso un giorno di investigare da quel 10 dicembre 2019, quando il dipinto rivide la luce dopo essere rimasto rinchiuso in un vecchio sacco della spazzatura targato Enìa.

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Dopo aver ripreso le vecchie carte dell’inchiesta, fin dal giorno del furto avvenuto tra il 18 e il 19 del 1997 - ma scoperto soltanto il successivo 22 febbraio - gli inquirenti hanno focalizzato la loro attenzione su alcuni punti, già messi sotto i riflettori dai carabinieri che avevano indagato per anni. Il ruolo di alcune persone che ruotavano intorno a una possibile compravendita è ora al vaglio della procura. Di certo, non è estraneo all’inchiesta un approfondimento sulla presunta trattativa, per far ritrovare il quadro, che sarebbe avvenuta nel 2015. Gli attori di questo incontro a tre vedevano in scena uno dei presunti autori del furto, Giuseppe Battaglini, che poche settimane fa ha scritto una lettera alla procura, autoaccusandosi del colpo insieme con Valeriano Beltrame, ai carabinieri e al giornalista Ermanno Mariani. Quest’ultimo avrebbe svolto un ruolo di collegamento. Intanto, pochi giorni fa, i carabinieri del Tpc con i colleghi del Ris hanno svolto un nuovo sopralluogo alla Ricci Oddi. Obiettivo di questo nuovo intervento sarebbe stata la ricerca di altre impronte e tracce.

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