La Cina sempre più occidentalizzata dal mondo delle banche all’interesse per le lingue

Note dal viaggio in Cina dell'avvocato Corrado Sforza Fogliani

Nei giorni scorsi l’avv. Corrado Sforza Fogliani, in qualità di Presidente dell'associazione nazionale delle banche popolari ( Assopopolari), ha compiuto una visita in Cina per una serie di incontri con i rappresentanti del variegato mondo bancario del paese.  Abbiamo appurato - rivela Sforza Fogliani - che sono presenti quattro principali categorie di banca: le banche di proprietà interamente statale; le banche commerciali, prima statali e poi trasformate ín società per azioni (dove comunque il governo centrale è il principale azionista); le banche locali, con maggiori azionisti le amministrazioni provinciali e comunali; infine le banche commerciali, istituite dopo la riforma bancaria e nella quale la presenza pubblica è minore.  Fra le banche locali sono attualmente comprese le banche rurali cooperative e le cooperative rurali dí credito; per esse, è in atto un ampio processo di radicale trasformazione. Nel settembre 2010, la CBRC (China Banking Regulatory Commission) ha annunciato che le banche nazionali avrebbero potuto acquistare il 100% delle cooperative di credito rurale esistenti e gli investitori privati e stranieri fino al 20%. Alla fine del 2010, risultavano presenti 223 banche cooperative rurali e 2.646 cooperative di credito rurale.  Tali realtà bancarie forniscono servizi solo per la popolazione rurale. Le Cooperative di Credito Rurale sono istituti tra loro indipendenti, in cui tutti i soci possono comprare azioni (tuttavia, generalmente ciò avviene sotto il controllo delle amministrazioni locali).

Nel settore, vivissimo è l’interesse per il sistema delle Popolari straniere. Le sole banche rurali avevano in portafoglio (fino a poco tempo fa) attività per un totale di 1.300 miliardi di euro e ciò rappresentando l'11,2% delle attività bancarie complessive del Paese e svolgendo un ruolo importante per la crescita e lo sviluppo delle zone rurali. In Cina quindi anche nel settore bancario è tempo di grandi trasformazioni.

- Qualche annotazione di costume?

Pechino è oggi un'altra New York. Ma in meglio, con grattacieli, più moderni  che sono opere d'arte. I ciclomotori sono tutti elettrici, ma lo smog (prodotto per la gran parte dalle industrie di stato costruite, anche relativamente poco tempo fa, alle porte della capitale) supera spesso di sei volte il limite consentito d'attenzione in Europa. Appena fuori dall'aeroporto, per non sbagliare, chi ti accoglie ti consegna subito una mascherina. E' comunque un Paese entusiasta. Che si cura poco della politica, ma crede nel proprio futuro, avendo — perlomeno nelle città — un buon tenore di vita tanto che, chi ha visitato la Cina 30-40 anni fa, non crede ai propri occhi.

Nella "città proibita" al posto della corte imperiale e, più recentemente, della moglie di Mao Tse Tung,  sciamano frotte di turisti provenienti da ogni parte della Cina, ma anche — in buon numero — stranieri, che nella via dello shopping acquistano preziosi (e deliziosi) ciondoli certificati come parte di antichi vasi di ceramica recuperati già rotti o rottisi nel recupero. Nello stesso tempo, però, molti cinese  se possono - vengono in Europa, affascinati dai nostro Umanesimo. S'infittiscono, addirittura, i corsi per imparare il latino, i professori italiani sono ricercati e ammirati; insegnano latino anche statunitensi, austriaci e belgi.

I dirigenti delle aziende, specie delle banche portano  abiti su misura e cravatte di buon gusto. Tutti presentano, anzitutto, il loro bigliettino da visita, porgendolo rigorosamente con due mani. Il futuro, intanto, è in crescita: nel nuovo Piano quinquennale il Pil è stimato in aumento del 6 per cento all'anno".   

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