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Operaio travolto e ucciso, «Nella logistica situazione intollerabile»

I commenti e le reazioni dopo la tragedia avvenuta nella serata del 14 settembre alla Gls di Montale

Partito Comunista -  La federazione di Piacenza del Partito Comunista Italiano esprime la propria vicinanza e si unisce al dolore dei familiari dell’operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf, travolto ed ucciso da un camion ieri notte davanti ai cancelli della GLS di Piacenza.  Di fronte a questa tragica notizia non si può esimersi dal chiedere con forza alla Magistratura di fare chiarezza sui fatti accaduti e di punire i responsabili morali e materiali con intransigenza e determinazione.  Non è possibile accettare che chi lotta per salvaguardare i propri diritti ed il proprio lavoro debba perdere la vita e lasciare la famiglia ed i propri cari nello sconforto e nello sgomento. Questo è purtroppo il tragico epilogo della politica di devastazione dei diritti sul lavoro, che negli ultimi anni la classe operaia ha dovuto subire.  Lo sfruttamento, oramai in parte legalizzato anche da questo governo e la lotta fra “poveri” che il capitalismo ha scatenato, porta alla precarizzazione della vita delle persone ed a renderli soggetti sempre più deboli davanti allo strapotere “padronale”. Quanto accaduto a Piacenza è certamente causa dalla situazione di precarietà lavorativa nella quale versa la logistica piacentina, e non solo. Chiediamo anche alle istituzioni interessate di intervenire e di far emergere le eventuali situazioni di illegalità e precarietà, già più volte denunciate nel settore della logistica, e di fare piena chiarezza sulle situazioni lavorative nella quale versano tutte le aziende piacentine. 

Katia Tarascooni e Gian Luigi Molinari (Pd) - 

 I consiglieri regionali del Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi esprimono il loro cordoglio e manifestano sincera vicinanza alla famiglia dell’operaio egiziano di 53 anni, Abd Elsalam Ahmed Eldanf, investito davanti alla ditta Gls di Montale durante lo sciopero organizzato dal sindacato autonomo Usb. “Confidiamo nell’attività delle forze dell’ordine – dichiarano i consiglieri - affinchè sia fatta luce sull’accaduto e restiamo in attesa dell’esito dei rilievi scientifici per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente”.

Partito Rifondazione Comunista -  Quando un facchino viene ucciso nel corso di uno sciopero indetto dal mattino (altro che incidente stradale) perchè lotta con intransigenza e senza compromessi in difesa del posto di lavoro dei suoi compagni non c'è altra considerazione da fare se non che la barbarie padronale nel settore della logistica deve finire. Negli anni scorsi abbiamo più volte assistito a tentativi di sfondamento dei picchetti operai con un considerevole numero di scioperanti finiti al pronto soccorso; quanto accaduto ieri è il frutto di un clima di rigida chiusura nei confronti delle richieste sindacali e di contrapposizione interna alimentata da GLS. Rifondazione comunista si stringe alla famiglia di Ahmed Abd Elsalam così duramente colpita, al fratello, è solidale con il sindacato USB e i lavoratori in lotta della GLS e chiede con forza che vengano rimossi gli atteggiamenti oltranzisti ed intransigenti dell'azienda e della coop di servizi che in essa opera. I facchini a tempo determinato per i quali era prevista la riassunzione devono rientrare immediatamente in magazzino e devono cessare le assurde discriminazioni sindacali che penalizzano chi difende gli interessi dei lavoratori. In ampi settori della logistica piacentina da anni si vive una situazione di sospensione della democrazia e della legalità, tale condizione che abbiamo in solitudine denunciato richiede una decisa risposta da parte delle istituzioni locali.  Tutta la città deve unirsi alla sacrosanta lotta dei facchini contro la precarietà del mercato del lavoro e contro il furto di diritti introdotto dall'abolizione dell'art. 18 per il diritto al lavoro e per la dignità nel lavoro.

La Comunità Islamica di Piacenza: " Cordoglio per Abd El Salam"  - È con grande dolore che apprendiamo la perdita di Abd Elsalam Ahmed Eldanf ieri notte durante una manifestazione dinnanzi al suo luogo di lavoro, travolto da un TIR. Sono eventi che ci lasciano attoniti e sgomenti, perché la vita umana rimane più importante di qualsiasi controversia o rivendicazione di diritto. Per questo, la Comunità Islamica di Piacenza, condanna fortemente ogni forma di violenza, e a ancor di più, quando stronca la vita di un padre di famiglia piacentino di 53 anni.  La Comunità Islamica di Piacenza ha cercato tramite colloqui chiusi, mesi or sono, nei momenti più difficili delle trattative interne a questa vicenda, di contribuire a rappacificare gli animi e a portare gli attori ad un dialogo costruttivo. L’impegno dei rappresentanti della Comunità, e dell’Imam di Piacenza, avevano portato a convincere una parte dei lavoratori a risedersi al tavolo delle trattative. Ora, con la stessa convinzione, chiediamo alla magistratura di fare luce al più presto su questa gravissima vicenda di ieri, e di identificare i responsabili di questa perdita umana. “Chiediamo anche a tutte le parti in gioco, di non strumentalizzare la morte di una persona, e di mantenere la calma lasciando che la giustizia faccia il suo corso” – dice il Presidente, Mohamed Nassor. Infine, la Comunità Islamica di Piacenza si adopererà per il lavaggio, le pratiche burocratiche, le cerimonie religiose e un contributo economico per il rimpatrio della salma del defunto. Così come porge le sue più sentite condoglianze ai famigliari del fratello morto, pregando affinché possano superare questo difficile momento.

Si Sel - Questa notte a Piacenza un lavoratore che lottava per i propri diritti è rimasto ucciso. Questo è un fatto, com'è un fatto che ciò sia accaduto alla presenza delle forze dell'ordine che non l'hanno impedito. Su questo presenteremo un'interrogazione al Ministro dell'Interno e alla Giunta regionale. Siamo da sempre vicini ai lavoratori della logistica, ultimo anello di una catena di sfruttamento sempre crescente. Oggi ci uniamo al dolore della famiglia, dei compagni di lavoro e del sindacato Usb a cui il lavoratore era iscritto.
On. Giovanni Paglia Sinistra Italiana
Igor Taruffi Capogruppo Sel Regione Emilia-Romagna
Yuri Torri Consigliere regionale Sel Giuseppe Mori Sel Federazione di Piacenza

Cisl: “Cordoglio e vicinanza alla famiglia, ma a ognuno le proprie responsabilità” - Tutta la Cisl esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio egiziano ucciso da un camion ieri in tarda serata mentre stava picchettando all’esterno di un’azienda di logistica a Piacenza. “Una tragedia immane, la vita è un valore da preservare sempre, al di sopra di ogni interesse di parte enon è accettabile che ancora oggi si possa morire sul lavoro e per il lavoro”, ha commentato Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna. “Ora – ha continuato Marina Molinari, segretario generale aggiunto della Cisl di Parma e Piacenza - la magistratura e le autorità giudiziarie facciano piena luce su questi terribili accadimenti, tuttavia, al di là di questa innegabile tragedia, ognuno si prenda le proprie responsabilità. E’ agli atti che da tempo la Cisl e la Fit Cisl denunciano la grave situazione di conflittualità e di intimidazione che si vive in azienda, tanto che in più occasioni sindacato e delegati sindacali hanno sporto denunce alle autorità di pubblica sicurezza. E a niente sono valse le continue richieste che abbiamo fatto alla stessa azienda, e alle cooperative che si sono succedute, per favorire un clima di legalità. Non ci è stata data mai alcuna risposta, anzi con il passare del tempo gli animi si sono esacerbati e si è moltiplicato il clima di divisione, di prevaricazione e di lacerazione interna che questa notte ha trovato il suo drammatico apice nella morte di un lavoratore”. “Ora rimane il profondo dolore per la tragedia di ieri sera, sperando però che la morte di questo lavoratore non sia strumentalizzata da nessuno, ma costringa a riportare tutti sulla strada della ragione e del dialogo ripristinando al più presto il rispetto e la dignità del lavoro e dei lavoratori”, ha concluso Antonio Postorino della Fit Cisl di Piacenza.

ALLEVA (ALTRAER): "SITUAZIONE NELLA LOGISTICA INTOLLERABILE" - Piergiovanni Alleva (AltraEr), manifestando la propria indignazione per l’uccisione dell’operaio travolto davanti ai magazzini della ditta GLS a Piacenza da un camion che ha forzato un picchetto di protesta dei lavoratori, chiede alla Giunta regionale di affrontare con urgenza la grave situazione in cui versano i lavoratori del comparto della logistica, secondo il consigliere “esposti a condizioni di lavoro insicure e mal retribuite”. Nell’interpellanza presentata in Regione, il capogruppo di AltraEr sottolinea la gravità della dinamica dei fatti riportata dagli organi di informazione, stando ai quali “l’autista del camion sarebbe stato incitato da un addetto della ditta a forzare il blocco dei lavoratori, in protesta contro il mancato rispetto degli accordi di lavoro, a spregio dell’incolumità delle persone”. Alleva, pertanto, ricordando come in Emilia-Romagna si sono verificati “numerosi casi in cui i lavoratori del comparto della logistica in protesta sono stati vittime di una vera e propria aggressione”, chiede alla Giunta “quali azioni indifferibili intenda mettere in campo per ripristinare i livelli normali di civiltà e per dirimere la situazione in cui versano i lavoratori della logistica, sottoposti, spesso tramite cooperative di dubbia serietà, a condizioni di lavoro umilianti dal punto di vista della sicurezza e del salario”.

Cgil: «Negli appalti, dopo le intimidazioni e lo sfruttamento, si muore» - Il drammatico epilogo del presidio di questa notte davanti ai magazzini della GLS a Montale (Piacenza) affonda le radici nel clima di tensione aziendale, ripetutamente  denunciato, senza che questo producesse effetti conseguenti, negli anni precedenti dalla Cgil. Cgil e Filt di Piacenza e dell'Emilia Romagna denunciano in questo modo la situazione che si è determinata in questa realtà, tragicamente aggravata dalla morte di Abdesselem el Danaf, lavoratore egiziano investito la notte scorsa durante un presidio di lavoratori indetto dal sindacato Usb. Questo non è solo il momento della solidarietà e delle vicinanza alla famiglia, ma anche quello di non tacere, a partire dalla necessità di fare luce sulle cause e le responsabilità di quanto è accaduto. Sicuramente in questa vicenda l’azienda ha una grossa fetta di responsabilità per una situazione che si prolunga da anni, con l’incapacità della stessa di affrontare i problemi inerenti alle condizioni e ai rapporti di lavoro, non ricercando soluzioni che avrebbero migliorato il clima all'interno dei luoghi di lavoro.  Come Cgil e Filt avevamo richiesto con forza alle istituzioni e alle parti sociali datoriali del territorio di intervenire affinché fossero estesi e applicati, a partire dalla GLS, i contenuti degli accordi e protocolli su legalità e appalti siglati nel territorio e a livello regionale.  Infatti nelle denunce presentate a suo tempo avevamo segnalato a più riprese come il mancato governo della GLS delle dinamiche presenti all’interno del deposito rischiassero di far precipitare gli eventi.  Anche alla vigilia del Natale 2015 vi furono episodi di intimidazioni e violenze fisiche culminate con l’accoltellamento di un lavoratore: le nostre preoccupazioni che tutto ciò potesse sfociare in una tragedia si sono purtroppo dimostrate fondate. La morte di Abdesselem mette tragicamente in evidenza la situazione presente negli appalti della logistica e rende urgente e definitiva la ricerca di una soluzione, a partire dalla legge regionale su “Appalti e legalità”, in grado di restituire dignità e diritti ai lavoratori che operano anche in questo comparto. Non ci fermeremo e sosterremo le nostre ragioni con tutte le azioni necessarie. Cgil Emilia Romagna, Cgil Piacenza, Filt Emilia Romagna, Filt Piacenza. 

Partito Comunista Italiano: «Il capitalismo ha provocato una guerra tra poveri»

“La federazione di Piacenza del Partito Comunista Italiano esprime la propria vicinanza e si unisce al dolore dei familiari dell’operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf, travolto ed ucciso da un camion ieri notte davanti ai cancelli della GLS di Piacenza. Di fronte a questa tragica notizia non si può esimersi dal chiedere con forza alla Magistratura di fare chiarezza sui fatti accaduti e di punire i responsabili morali e materiali con intransigenza e determinazione. Non è possibile accettare che chi lotta per salvaguardare i propri diritti ed il proprio lavoro debba perdere la vita e lasciare la famiglia ed i propri cari nello sconforto e nello sgomento. Questo è purtroppo il tragico epilogo della politica di devastazione dei diritti sul lavoro, che negli ultimi anni la classe operaia ha dovuto subire. Lo sfruttamento, oramai in parte legalizzato anche da questo governo e la lotta fra “poveri” che il capitalismo ha scatenato, porta alla precarizzazione della vita delle persone ed a renderli soggetti sempre più deboli davanti allo strapotere “padronale”. Quanto accaduto a Piacenza è certamente causa dalla situazione di precarietà lavorativa nella quale versa la logistica piacentina, e non solo. Chiediamo anche alle istituzioni interessate di intervenire e di far emergere le eventuali situazioni di illegalità e precarietà, già più volte denunciate nel settore della logistica, e di fare piena chiarezza sulle situazioni lavorative nella quale versano tutte le aziende piacentine”. 

Diamante (Fit-Cisl Terre di Mezzo Piacenza): "Mai più morti nella logistica"

“Rinnoviamo il nostro cordoglio per la morte ingiusta e inaccettabile del lavoratore della logistica a Piacenza presso il sito Gls. Ma il cordoglio non basta più. Questo episodio serva per portare alla luce le tragiche condizioni in cui versa il settore della logistica e del trasporto delle merci”, con queste parole Maurizio Diamante, Responsabile del presidio Fit-Cisl Terre di Mezzo Piacenza, torna a parlare della tragica morte dell’operaio nel sito logistico Gls di Piacenza. “Purtroppo quella di Abd Elsalam Ahmed Eldanf è una morte annunciata – prosegue Maurizio Diamante – da tempo infatti la logistica è tormentata da forti tensioni sociali causate da illegalità diffusa, corruzione e mancato rispetto dei diritti contrattuali, in particolare orari e turni di lavoro massacranti per stipendi da fame e flessibilità non contrattata. Anche la politica e le istituzioni nazionali, regionali e locali dovrebbero finalmente prendere coscienza di questa piaga sociale occultata, perché avviene fuori dalle città, all’ombra dei capannoni. Si parla tanto di logistica come volano dello sviluppo economico del Paese, ma questo obiettivo è irraggiungibile a queste condizioni, senza ridare dignità e cittadinanza ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolti, che oggi subiscono dinamiche equiparabili al caporalato. Come Fit-Cisl proviamo a dare una risposta ai lavoratori e alle lavoratrici anche attraverso la nostra nuova sede “Terre di Mezzo” inaugurata proprio a Piacenza, cuore della logistica italiana. L’episodio di oggi non deve trarre in inganno, ha messo di fronte due categorie di lavoratori, facchini e camionisti, che, inseriti nella stessa catena lavorativa, per ragioni diverse sono vittime i primi dell’erosione dei diritti e delle tutele del lavoro da infinite catene di appalti e sub appalti, i secondi concorrenza sleale dei vettori dell’est Europa. È ora di dire basta una volta per tutte: politica, istituzioni, parti sociali, con il contributo delle forze preposte all'ordine e alla sicurezza pubblica, devono affrontare il problema affinché eventi drammatici come quelli di oggi non accadano più e vengano ripristinate condizioni civili e legali nel settore, che è uno dei cardini economici del Paese”.

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