Umiliavano e deridevano 16enne: denunciato gruppo di bulli

Triste storia di bullismo in una scuola superiore della provincia. Un ragazzino era appeso all'attaccapanni, umiliato, costretto a dare testate ai muri. Tutto questo sotto il silenzio complice dei compagni di classe

sam_0342Appeso all'attaccapanni, mentre, impietoso, un telefonino filmava la scena. Costretto a dare testate contro il muro in palestra. Obbligato, per pochi secondi, a leccare le scarpe di uno dei suoi aguzzini. Deriso, umiliato, insultato strategicamente quando gli insegnanti non c'erano. Questo l'incubo, l'anno scorso, di uno studente 16enne piacentino: incubo finito, grazie al cielo, con l'intervento della polizia. 8 i giovani bulli (anche con alcune ragazze) coetanei coinvolti nella vicenda e indagati. Sono tutti italiani.

TUTTI SANNO, NESSUNO PARLA - Siamo in una scuola superiore della provincia. I fatti sono accaduti tra il 2008 e il 2009, e da quel periodo sono proseguite le indagini per ricostruire gli episodi. Il 16enne è sistematicamente preso di mira da quello che viene considerato uno dei "boss" della scuola: una "testa calda" fin dalle elementari, verso il quale, da parte degli altri compagni di classe, c'è sempre stato timore reverenziale. Agli atti persecutori nei confronti della vittima si aggiungono altre persone: sempre e comunque, i compagni di classe che vedono e notano il giovane preso di mira non alzano un dito in sua difesa.

UMILIATO PUBBLICAMENTE - Il 16enne viene preso in giro, lo obbligano ad avere atteggiamenti umilianti, gli tirano l'elastico delle mutande sopra i jeans in un'odiosa pratica "da nonnismo"; in gita, viene costretto a fumare. Lui entra sempre più in depressione, ma in famiglia non dice mai nulla. Perde però la voglia di andare a scuola, e il suo profitto cala vertiginosamente. La madre si accorge della difficoltà, e, con tatto, gli fa raccontare tutto. Inizialmente, la denuncia per violenza privata viene sporta nei confronti del "boss"; in seguito gli accertamenti coinvolgeranno altri studenti.

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TORNA IL SERENO - La polizia parla con i compagni di classe, viene requisito il filmino al cellulare mentre il 16enne (nelle immagini alcuni fotogrammi del video) è appeso all'attaccapanni col collo del maglione, si ricostruisce la storia con protagonisti e aguzzini. Anche alcune ragazze, divertite dalla triste persecuzione, ridevano del fatto istigando i giovani a continuare. Ora il giovane è ritornato a scuola, e i problemi sono stati superati. I "carnefici", invece, se la vedranno con il tribunale minorile di Bologna.

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