Salmonellosi alle elementari, presentate denunce contro ignoti

4 genitori hanno presentato una denuncia contro ignoti per l'infezione della salmonella contratta dai figli (7 anni) alla scuola Caduti sul Lavoro. «Qualcuno deve pagare, nessuno ci ha avvisato delle reali condizioni dei nostri figli». «Ora per sei mesi non potranno mangiare con gli altri - dicono -, ed essere potenzialmente contagiosi»

genitori
Enza Iozzia con il marito. Sotto, gli altri genitori
Tanta rabbia. Per i rischi che ha corso la salute dei propri figli, e la certezza "di non essere stati informati come avremmo dovuto". Quattro genitori della scuola elementare Caduti sul Lavoro (i loro bimbi hanno 7 anni) si sono presentati questo pomeriggio davanti alla caserma dei carabinieri in viale Beverora per formalizzare una denuncia contro ignoti. "E' quello che ci hanno consigliato gli avvocati", dicono.

UNA SETTIMANA A 41 DI FEBBRE - Le due mamme sono Enza Iozzia e Milena Venturati, con i rispettivi mariti. Hanno scelto di rompere il muro di silenzio "perchè altri bambini potrebbero aver contratto il batterio e non saperlo" (qui la videointervista a una delle mamme). I fatti risalgono a qualche tempo fa: il figlio di Enza si sente male a scuola. Ha forte diarrea, vomito. La pediatra di famiglia fa svolgere accertamenti su sospetta contrazione di salmonella, e gli esami sono positivi. Il bimbo, con punte di febbre a 41 gradi, è ricoverato in ospedale una settimana. "Nessuno - dice la mamma - l'aveva tenuto in conto: ho dovuto fare io degli esami privati. Anche pagando di tasca mia".   

"MA E' POSSIBILE DARE SALAME A BIMBI DI 7 ANNI?" - Altri bambini si sentono male. Tra questo il figlio di Milena, compagno di classe del piccolo di Iozzia. "Al pronto soccorso eravamo una decina, di sicuro ci sono stati altri casi", dicono. Pare che la colpa sia stata degli insaccati - dalla stagionatura non perfetta - dati ai bambini. "Ma vi sembra corretto che a dei bambini piccoli, che necessitano di una dieta corretta, vengano dati salume e coppa?", si chiede affranta Milena.

"QUALCUNO DOVRA' PAGARE" - Il Comune, lo scorso mese, si era affrettato a ribadire con una nota "che non era stato scoperto il virus negli insaccati", e come non "ci fossero pericoli" per la salute dei piccoli. "La realtà è ben diversa - dicono le mamme -: qualcuno ha preso sottogamba la cosa. Potrebbero esserci altri bambini con il virus: intanto, i nostri, passata la fase acuta, rimarranno positivi per circa sei mesi. Oltre a questo, non possono più andare in mensa con gli altri. Senza pensare alle ore di lavoro perse, ai ricoveri: tutte spese di tasca nostra. Ecco perchè siamo dai carabinieri: se qualcuno ha sbagliato, devono fare chiarezza".

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