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Picchia la giovane moglie, condanna pesante per un 26enne

Tre anni di reclusione e 20mila euro di risarcimento. I due originari della Macedonia, si stanno separando. Sei anni di maltrattamenti

L’ennesimo caso di maltrattamenti in famiglia si è concluso con la condanna di un uomo a tre anni di reclusione e al risarcimento di 20mila euro alla moglie. In questo processo colpisce, come capita sempre più spesso, la giovane età della coppia. Lui e lei, originari della Macedonia, hanno rispettivamente 26 e 24 anni. E hanno anche un figlio.

Il pubblico ministero Antonio Rubino aveva chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione, mentre la difesa, con l’avvocato Chiara Ventura del Foro di Parma, l’assoluzione. La giovane, invece, si è costituita parte civile con l’avvocato Mara Tutone. I maltrattamenti - ma anche gli schiaffi, i calci e i pugni - sarebbero durati sei. Dopo il fidanzamento, i due convivono per un po’, poi nel 2018 decidono di sposarsi. Se prima, l’atteggiamento di lui era sì di maltrattamenti ma senza violenza, le cose peggiorano dopo il matrimonio. Lui, spesso tornando a casa ubriaco, la picchia, le impedisce di vedere le amiche e di avere altri contatti, nel nome di una gelosia malata.

La ragazza un giorno è dal parrucchiere e una cliente si accorge che lei ha un occhio rosso: la cliente è un’assistente sociale. Intuisce subito cosa possa essere accaduto e, pian piano, la convince a confidarsi con altre assistenti. Lei lo fa e si arriva alla denuncia, facendo partire l’indagine. Per il marito, da cui si sta separando, scatta l’allontanamento dalla casa. Come ultimo regalo, la ragazza sembra che non veda un euro, perché il marito non le paga gli alimenti a cui lei ha diritto.

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