Professione ladri seriali in Romagna, colpi anche a Fiorenzuola

Per un nucleo familiare si sono aperte le porte del carcere della Dozza di Bologna. Padre, madre e figlio sono finiti dietro le sbarre dopo una serie di furti commessi lo scorso autunno, tra i mesi di ottobre e novembre in Romagna. Hanno colpito anche a Fiorenzuola

Non avevano obiettivi predefiniti. Colpivano praticamente con cadenza giornaliera a seconda della preda che si materializzava all'istante o dell'opportunità che si presentava: furti su auto, in abitazione, ma anche borseggi nei pressi dei supermercati e prelievi fraudolenti di bancomat. Si spostavano da San Lazzaro di Savena in Romagna, arrivando anche a Fiorenzuola. Per un nucleo familiare si sono aperte le porte del carcere della Dozza di Bologna. Padre, madre e figlio sono finiti dietro le sbarre dopo una serie di furti commessi lo scorso autunno, tra i mesi di ottobre e novembre. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Forlì, guidati dal capitano Amedeo Consales e del tenente colonnello Gianluigi Cirtoli, comandante del Reparto Operativo. 

L'attività investigativa è iniziata il 22 ottobre scorso in seguito ad un furto commesso in un negozio di abbigliamento sportivo in viale Vittorio Veneto a Forlì. Bonora e la moglie sono entrati nel punto vendita, e, approfittando di un attimo di distrazione dei commessi, hanno rubato loro le borse che si trovavano negli scaffali posti alle spalle delle casse. Subito dopo la donna, trovando il pin di una carta bancomat, ha effettuato alcuni prelievi in uno sportello in via Ravegnana. Sono stati tentati altri prelievi e l'acquisto di pneumatici nel bolognese, ma il tutto non è andato a buon fine per il superamento del limite di spesa giornaliero raggiunto e per il blocco della carta del proprietario.

L'AUTO GRIGIA  FIORENZUOLA – Attraverso anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori hanno individuato l'auto in uso ai malviventi, una “Mitsubishi Colt” grigia. Attraverso “pedinamenti informatici” i militari hanno potuto accertare un'altra serie di furti, lungo l'asse della via Emilia, tra Imola e Faenza. In particolare il 7 novembre scorso si sono cimentati in due furti in abitazione (uno a Imola e l'altro a Faenza), in un furto su auto nella città manfreda, con successivo prelievo fraudolento dalla carta bancomat grazie al pin trovato. Il 12 novembre hanno colpito invece a Ravenna. Dopo aver messo a segno l'ennesimo colpo, i malviventi hanno tentato di guadagnare la fuga nonostante i militari del Nucleo Investigativo, che li pedinavano, gli avessero imposto l'alt. Nella circostanza padre e figlio hanno forzato il controllo, cimentandosi in manovre azzardate, rischiando anche di investire un militare. Sentendosi braccati, i delinquenti hanno spostato il raggio d'azione nel Piacentino, con la “Colt” equipaggiata di una targa rubata. E a Fiorenzuola d'Arda hanno concretizzato altri due prelievi conun bancomat rubato a Piacenza città. La targa, posticcia e clonata, è stata rilevata dal sistema letture targhe della zona a traffico limitato del capoluogo della Valdarda. 

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