«Vogliamo soldi per sopravvivere», protesta notturna dei profughi in questura

Questa notte un gruppo di 30 profughi africani ha dato vita ad una protesta improvvisata e pacifica davanti alla questura in viale Malta: «Questo denaro ci spetta di diritto»

Il gruppo di profughi davanti alla Questura ieri notte

“Noi vogliamo i nostri diritti”. Una frase che in questi giorni si è sentita spesso sulla bocca dei lavoratori in protesta davanti alla Tnt, e che questa notte un gruppo di profughi africani ha fatto propria per dare vita a una protesta improvvisata davanti ai cancelli della questura di viale Malta. Gli immigrati, arrivati in aprile Piacenza dopo gli sbarchi di Lampedusa (attualmente sono stati accolti presso il Ferrhotel vicino alla stazione) chiedono infatti che gli venga riconosciuto un sussidio in denaro per affrontare le piccole spese quotidiano, come le sigarette o le schede telefoniche. Una somma che - sostengono - dovrebbe essere elargita tramite fondi della protezione civile.

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E’ così che, intorno a mezzanotte, una trentina di stranieri (provenienti da Senegal, Ghana, Costa d’Avorio e Tunisia) si sono assembrati davanti all’ingresso della questura per protestare, in maniera assolutamente pacifica, e chiedere l’intervento della questura per la loro causa. Vista l’ora tarda e decisamente insolita per una protesta (oltretutto improvvisata da gente che non parlava una sola parola di italiano) la questura ha chiesto subito l’intervento di un mediatore culturale di una cooperativa piacentina (Sahih Maati) che è arrivato intorno all’una e mezza e che ha spiegato agli stranieri la posizione della questura. Ovvero che, tra oggi e domani, le loro richieste sarebbero state prese in considerazione e - se fondate - sarebbero state perorate nella sede opportuna. Tanto è bastato per convincere tutti, poco dopo le due, a ritornare in tutta tranquillità verso la loro dimora in stazione, in attesa degli sviluppi odierni della questione

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