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Rissa al Tuxedo, parla il gruppo dei campani: «Noi offesi, minacciati e insultati»

Rissa al Tuxedo. Dopo la versione fornita dal titolare Carlo Dodi arriva quella dei presunti aggressori. I tre campani hanno scelto il quotidiano "Il Mattino" per raccontare la loro storia. Hanno anche presentato una denuncia

Rissa al Tuxedo. Dopo la versione fornita dal titolare Carlo Dodi arriva quella dei presunti aggressori. I tre campani hanno scelto il quotidiano "Il Mattino" per raccontare la loro storia. E mentre attorno al grave episodio avvenuto qualche sera fa nel noto pub di via Cremona si è scatenato un vasto dibattito che ha coinvolto anche il mondo politico, i carabinieri hanno identificato tutti coloro che hanno partecipato agli eventi, ascoltando testimoni e nei prossimi giorni la procura potrebbe decidere e qualificare i reati. I tre campani però nel frattempo hanno presentato una querela che contiene la loro versione dei fatti.

I titolari del pub, dove peraltro sono presenti diverse telecamere i cui video ovviamente sono già nelle mani degli inquirenti, avevano in precedenza raccontato di aver fatto notare al gruppo dei campani che per per consumare le birre che avevano ordinato avrebbero dovuto sedersi a un tavolo e indossare le mascherine. E' a questo punto che i tre, spalleggiandosi a vicenda,  - dicono - hanno iniziato a provocare e insultare il titolare, per poi arrivare ad aggredirlo insieme al figlio e a un cliente che si è trovato in mezzo suo malgrado. Danni anche al locale visto che i tre, prima di fuggire, hanno anche sfasciato alcuni arredi.

I campani invece a "Il Mattino" hanno fornito un'altra versione. «Siamo entrati con la mascherina e mantenendo le distanze di sicurezza,  prima di sederci al bancone. Poi siamo stati invitati a spostarci verso i tavoli all’esterno del locale e poco dopo, ci è stato detto che non potevamo sostare neanche lì. A quel punto sono rientrati per chiedere indietro i soldi delle birre che avevamo preso - visto che la nostra presenza non era gradita - ma ho trovato la resistenza del barman nell’affermare che ormai le birre erano state bevute. Proprio in questa circostanza c’è stato il primo insulto. Siamo stati definiti "napoletani di merda" e questo ha sconvolto mio fratello che è uscito quasi in lacrime dal locale. Alla mia richiesta di spiegazioni, anche abbiamo visto che anche il proprietario non accennava a difenderci e quindi ci siamo tutti alterati».  «I signori che hanno parlato di questa storia in tv – insiste Raffaele (si legge sempre sul quotidiano) – hanno preso parte alla lite. Dopo essere stati offesi ci siamo ritrovati in tre contro sette e questo è possibile vederlo dalle telecamere di sorveglianza. Proprio per questo chiediamo che i filmati vengano visionati e che venga fatta chiarezza. Noi ci siamo sentiti offesi e minacciati e non avevamo nessuna intenzione di partecipare ad una rissa all’interno di quel locale».

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