Ruba un'identità e intercetta un assegno non suo: arrestata truffatrice

Intervento della polizia ieri alla Carisbo di via Colombo. Una donna chiede di aprire un conto corrente. Presenta carta d'identità e tessera sanitaria, ma dall'istituto di credito si accorgono che qualcosa non va. Arrivano gli agenti, che scoprono che l'assegno era rubato e i documenti d'identità falsi. E' un probabile anello di un grosso giro di truffatori. I dettagli

polizia_35Ladra d'identità. Con un assegno, da 4.300 euro, intestato al nome di una vittima inconsapevole. Che stava per essere versato - e "ripulito" - su un conto aperto ad hoc. E' finita nei guai, così, D.M., napoletana del 1968, tratta in arresto per truffa, ricettazione, false attestazioni. La donna - ma le indagini sono ancora in corso - fa parte molto probabilmente di un'ampia organizzazione criminale che, nel Nord Italia, agisce con il medesimo modus operandi: fa sparire assegni per poi ritirarli con l'identità della persona derubata. Ma vediamo come si è svolto l'intervento, illustrato questa mattina in questura (in foto a sinistra gli operatori).

L'ERRORE: MOSTRATO UN TESSERINO SANITARIO FALSO - Tutto ha inizio ieri mattina, vero le 9 e 30, alla Carisbo di via Colombo. D.M. si presenta per accendere un conto corrente. Le parti stipulano il contratto e la napoletana, insieme alla carta d'identità, mostra anche una tessera sanitaria. E' il suo errore. La banca, con un rapido controllo informatico, s'accorge che la tessera e il documento non corrispondono: la card della sanità ha una cifra in meno rispetto ai codici usuali. Immaginando che c'è sotto qualcosa, il direttore della filiale chiama la polizia. 

STAVA VERSANDO L'ASSEGNO DI UN'ALTRA RUBANDOLE L'IDENTITA' - E in effetti qualcosa di poco chiaro c'è. Gli agenti chiedono alla donna di esibire il documento d'identità. La 41enne prende tempo. Fruga nella borsetta, finge di non capire, dice di non avere nulla con sè. Un poliziotto vede, di sfuggita, che nella borsa una carta d'identità effettivamente c'è. Anzi due. La prima è la sua, vera: D.M., 41 anni, di Napoli. La seconda è finta, o meglio, plagiata con quella dell'identità dell'intestataria dell'assegno: C.T., 39 anni, di Frosinone. Quella con la quale avrebbe acceso il conto e versato il titolo di credito.     

L'ASSEGNO MAI RICEVUTO - A poco a poco si svela l'arcano. C.T., da Frosinone, esiste davvero. Stava aspettando da tempo di essere liquidata da un'assicurazione con una somma di 4.300 euro. Soldi che non ha mai visto. L'assegno, infatti, spedito dalla "Milano assicurazioni", è stato intercettato da D.M. - o da qualche complice, questo è al vaglio della questura - che lo avrebbe ritirato a nome - e col nome - di C.T. L'idea, per farlo, era di accendere un conto. L'ottima qualità della tessera sanitaria e della carta d'identità false fanno pensare a un grosso giro di un'organizzazione criminale. Nella borsetta della napoletano sono stati anche trovati soldi e una scheda Postepay (sotto in foto).

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