Sequestro e rapina di un connazionale poi lo schianto, due cinesi patteggiano 5 anni

Nel luglio del 2018, incaricati da un 35enne diportare in Cina 35mila euro in contanti, decisero di prendersi il denaro. La polizia notò una manovra azzardata e li inseguì fino a che i cinesi non si schiantarono contro un albero in via Martiri della Resistenza dopo un lungo inseguimento

La scena dello schianto

Avevano sequestrato un loro connazionale, lo avevano rapinato, poi erano stati catturati dai poliziotti delle volanti dopo un lungo inseguimento che era terminato con lo schianto dell’auto dei malviventi contro un albero in via Martiri della Resistenza. Hanno patteggiato la pena di 5 anni i due cinesi accusati di rapina, sequestro di persona, resistenza, lesioni nei confronti di un altro cinese e di due agenti rimasti feriti durante la fuga. Uno di loro è ancora in carcere, l’altro è agli arresti domiciliari da un parente nel Milanese.

I due, che svolgevano il ruolo di mediatori - ma poi allettati da quel denaro si erano trasformati in rapinatori - erano stati contattati dal 35enne cinese che avrebbe dovuto far arrivare 35mila euro alla sua famiglia, in Cina. L’ipotesi è che i soldi servissero per curare un familiare malato. Il denaro, è stato accertato dalle indagini della procura coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini e svolte dalla Squadra mobile, era di provenienza lecita ed era stato raccolto dal 35enne grazie a prestiti e donazioni di amici della comunità cinese. Resta, però, strano come sia possibile far uscire dall’Italia tanto denaro contante, affidato a terzi che si occupano proprio di svolgere il ruolo di “spalloni” del terzo millennio.

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La folle giornata dei tre cominciò nel pomeriggio del 15 luglio dello scorso anno. I due, secondo le accuse avrebbero sequestrato il 35enne dopo che lui gli aveva affidato la grossa somma in contanti. I tre avrebbero, però, litigato e ad avere la peggio fu il 35enne che venne pestato e poi sequestrato. La polizia, però, vicino alla stazione ferroviaria aveva notato la manovra azzardata di una Suzuki con una persona alla guida e una sui sedili posteriori. Gli agenti l’avevano tallonata e l’autista della vettura, accortosi di avere la polizia alle spalle, aveva accelerato compiendo manovre spericolate in città. L’epilogo avvenne in via Martiri della Resistenza. La capacità dei poliziotti aveva permesso alla Volante di non perdere il contatto con i malviventi che scappavano a tutta velocità. L’auto andò a schiantarsi contro un albero, e una donna rischiò di essere investita dalla Suzuki lanciata a tutta velocità, mentre i cinesi finirono all’ospedale con varie ferite. Dopo le cure, per i due si aprirono le porte del carcere.

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