Figlie di Sant'Anna, suor Giovanna: «Volevo una gioia che mi riempisse la vita»

La Congregazione "Figlie di Sant'Anna" si prepara a vivere il 150esimo anniversario di Fondazione dell'Istituto. «Perché una ragazza qualsiasi in un lontano giorno sceglie per il proprio futuro di entrare in convento? La propria felicità soprattutto. Nessuno di noi, infatti, desidera essere infelice per tutta la vita. Anche i religiosi»

Suor Giovanna

La Congregazione "Figlie di Sant'Anna" si prepara a vivere il 150esimo anniversario di Fondazione dell'Istituto che ha sede sullo Stradone Farnese, 49. Ci fa partecipi dell’evento suor Giovanna, in uno dei suoi abituali "passaggi" alla mensa della Caritas di via san Vincenzo, dove ogni sua visita infonde fiducia tra gli ospiti e i volontari. Nei giorni scorsi suor Giovanna ha compiuto 88 primavere. Ai rituali auguri miei, di Sergio e di Stefano, si era accompagnata qualche frase buttata lì per conoscere qualcosa in più sulla vita della religiosa. La nostra iniziale esitazione si era subito frantumata davanti al sorriso accondiscendente di questa donna, delicata nel corpo, ma dalla ferma determinazione: «Volete sapere perché una ragazza qualsiasi in un lontano giorno sceglie per il proprio futuro di entrare in convento? La propria felicità soprattutto. Nessuno di noi, infatti, desidera essere infelice per tutta la vita. Anche i religiosi».

Rinfrancati dalla risposta, poniamo altri interrogativi che ci consentono di ricostruire gli episodi decisivi della sua vita. «Il mio nome era Agnese Materlozzo e fino alla età di 22 anni ho vissuto a Santa Giustina al Colle in provincia di Padova. Alcuni ragazzini mi avevano corteggiata, ma non mi sentivo adatta per il matrimonio, avvertivo la necessità di dedicare la mia vita a qualcosa di diverso, volevo una gioia che la riempisse totalmente. E così, dopo che con due amiche ero andata in pellegrinaggio da Padre Pio, con loro mi sono avvicinata al mondo delle suore che frequentavano la parrocchia. Io ho iniziato il postulato a Messina scoprendo la comunità delle monache dall'interno. Alla fine del periodo ho chiesto di entrare nella congregazione compiendo il noviziato. Oltre a seguire la Regola della congregazione ho ripreso gli studi e mi sono diplomata maestra d'asilo. Il 3 gennaio 1950 ho legato la mia vita al Signore nella Casa Generalizia delle Figlie di Sant'Anna di Roma. Dopo qualche tempo sono stata destinata a Conversano di Bari dove sono stata per vent'anni. Sono seguiti alcuni mesi a Fiorenzuola, poi altri venti anni a Bellinzago Novarese. Negli ultimi giorni di permanenza sono stata ricoverata in ospedale per diversi mesi causa un grave incidente che aveva coinvolto l'autovettura dove io ero tra i passeggeri. Appena ho ripreso le forze sono stata per dieci anni alla scuola materna di Rivergaro e dal 2010 sono qui a Piacenza».

«Nelle tappe del mio percorso sono stata impegnata in attività parrocchiali e sociali, nei campeggi, nei lavori quotidiani del convento e logicamente nella preghiera. A Piacenza in particolare faccio parte della Corale della parrocchia di S. Antonino, presto assistenza alla Casa del Clero qui sullo Stradone Farnese e ogni tanto faccio visita alla Caritas».

Alla domanda su quali sono i momenti più belli della sua giornata, suor Giovanna risponde con gratitudine: «La preghiera, la messa quotidiana, l'Eucaristia, la vita di comunità, l'accoglienza a chiunque bussa alla porta». Cosa è più difficile da attuare tra i voti? «La disciplina. All'inizio è un po' dura, poi, nel tempo ci si accorge che, come diceva Madre Rosa, l'obbedienza fa miracoli. A volte anche la convivenza con le consorelle è causa di qualche conflitto, ma tutto si risolve poco dopo con un sorriso e le reciproche scuse».                                                                                                                                                                                                                                   

La Congregazione Figlie di S. Anna che ha accolto suor Giovanna nel lontano anno 1950, come abbiamo detto, si appresta a celebrare i 150 anni di fondazione avvenuta proprio qui a Piacenza. Una ricorrenza e una circostanza sulla quale avremo modo di ritornare tra qualche giorno, grazie a suor Giovanna e alla disponibilità della Madre Provinciale suor Silvia Perri e della Superiora della Casa suor Letizia Rosa.

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