Stuprata a 18 anni dagli amici: «Nessuna prova della violenza»

Incidente probatorio dal gip. Il medico legale incaricato della perizia sugli atti: «Manca l’evidenza scientifica». Ma restano le tracce biologiche che portano al Dna dei due accusati, tuttora in carcere

Non ci sarebbe l’evidenza scientifica della violenza sessuale. Un rapporto ci sarebbe stato, ma senza le caratteristiche della violenza. Sarebbero queste le conclusioni presentate al giudice per le indagini preliminari, Fiammetta Modica, dal medico legale chiamato come perito ad analizzare i referti medici stilati dal pronto soccorso. Si è concluso, il 25 settembre, l’incidente probatorio per l’inchiesta sulla violenza sessuale che sarebbe stata subita da una 18enne alla fine di gennaio. In marzo, il sostituto procuratore Ornella Chicca aveva chiesto e ottenuto l’arresto di due uomini di 34 e 37 anni, entrambi tuttora in carcere. Tutte le persone coinvolte sono originarie dell’Honduras.

Il giudice ha ascoltato la relazione del perito, il medico legale Tiziana Folin, al quale sono poi state poste alcune domande da parte dei difensori dei due nomi, gli avvocati Vittorio Antonini e Marco Malvicini (entrambi avevano nominato come consulente tecnico il medico legale Novella D’Agostini). In aula, anche l’avvocato che assiste la ragazza, Giovanni Barbieri.

Il complesso incidente probatorio, che serve a congelare una prova ancor prima del processo, si è svolto in tre momenti distinti. Il primo ha visto la giovane, ascoltata in un’udienza protetta, confermare ciò che sarebbe accaduto - cioè lo stupro - quella notte in un appartamento cittadino, al termine di una festa fra amici dove sarebbe scorso anche parecchio alcol.

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Il secondo, è stato l’esame del Dna, estratto dalle tracce biologiche trovate sugli indumenti della 18enne: in diversa misura, è stato rinvenuto sperma appartenente ai due uomini. Infine, la terza parte si è conclusa oggi. Ora, il gip restituirà gli atti al sostituto Chicca, che dovrà chiudere le indagini.

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