Torna a casa ubriaco, poi urla e minaccia la moglie: condannato

Maltrattamenti, un anno e mezzo a un 30enne romeno. L’uomo era stato allontanato dalla famiglia, ma dopo aver svolto una terapia all’Asl è tornato dalla moglie e dalla figlia

Quando beveva perdeva il controllo urlava e inveiva contro la moglie, arrivando anche a minacciarla davanti alla loro bambina piccola. Un romeno di 30 anni è stato condannato a un anno e mezzo, è in libertà, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Una vicenda che dimostra come l’alcol possa trasformare una persona normale in un uomo arrabbiato e furioso che, in questa storia, per fortuna, non è arrivato a usare la violenza.

Tutto comincia lo scorso anno, in settembre, e il caso è stato uno dei primi “codici rossi” a Piacenza. I vicini di casa della coppia sentono l’ennesima sfuriata del 30enne e, allarmati, chiamano la polizia. Immediata la segnalazione alla procura. Il sostituto procuratore Emilio Pisante emette subito il divieto di avvicinamento dell’uomo alla famiglia, allontanandolo di casa. Lui, forse rendendosi conto della gravità della situazione, decide di dire basta con l’alcol e inizia un percorso di recupero al Sert.

Intanto, l’inchiesta va avanti e l’uomo viene rinviato a giudizio. In aula, però, la moglie ribadisce di non essere mai stata picchiata, né di essersi spaventata e che quelle urla erano più o meno abituali, anche se lui non era mai diventato violento né con lei né con la figlia. La donna aveva anche chiesto che il marito tornasse in famiglia. Quella condotta, però, era stata attuata anche in passato e questo gli è costato la condanna.

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Difeso dall’avvocato Lorenza Dordoni, l’uomo si è presentato davanti al giudice per l’udienza preliminare Luca Milani. Il 30enne ha raccontato la propria vicenda. «Il mio cliente - ha affermato Dordoni - ha dato prova di essersi ravveduto perché subito dopo l’allontanamento ha intrapreso un percorso di recupero con l’Asl. Ora valutiamo il ricorso in Appello». L’uomo è potuto così ritornare in famiglia.

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