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Un momento dell'evento

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Trapianti cellule staminali, Piacenza accede al registro internazionale donatori

Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza: «Il fatto di poter cercare donatori sui registri nazionali e internazionali aumenta di tantissimo le probabilità di ottenere un trapianto: grazie all'accreditamento Jacie ora possiamo accedere a registri di tutto il mondo»

Un traguardo prestigioso e un riconoscimento a livello europeo: il centro trapianti di cellule staminali di Piacenza ha ottenuto l'accreditamento Jacie-Fact. Se un paziente in cura nel nostro ospedale ha bisogno di un trapianto, è possibile valutare l'ipotesi di una procedura autologa (reinfusione di cellule staminali emopoietiche dello stesso paziente) o, nel caso questa non sia possibile, anche di cercare sui registri nazionali e di tutto il mondo un donatore Hla compatibile e poi eseguire in loco l'intervento. In Emilia-Romagna solo Bologna e Modena hanno avuto l'accreditamento. Il traguardo è stato illustrato giovedì 17 dicembre all'ospedale.

«Il fatto di poter cercare donatori sui registri nazionali e internazionali – spiega Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza - aumenta di tantissimo le probabilità di ottenere un trapianto: grazie a questo accreditamento ora possiamo accedere a tutti i registri Jacie. Il percorso per ottenere l'accreditamento, durato circa quattro anni, proprio per la difficoltà del lavoro, spesso richiede che le aziende sanitarie chiedano aiuto a ditte private esterne: noi siamo riusciti ad ottenere questo traguardo da soli e per questo abbiamo risparmiato molto denaro».

«Nell'ambito trapiantologico – afferma Daniele Vallisa, direttore ematologia e centro trapianti - abbiamo bisogno di regole sovranazionali: le sanità europee hanno trovato un accordo focalizzato sul Jacie, comitato accreditamento nazionale. Questa serie di regole sono una garanzia sia per il professionista che per il paziente. Prima di ricevere l'accreditamento, gli ispettori sono stati due giorni nel nostro ospedale e sono rimasti positivamente colpiti dal lavoro e dalle capacità di collaborazione. Inoltre conta molto anche la rapidità: essere veloci nel trovare un donatore fa la differenza per il paziente. Piacenza è una città molto generosa in questo ambito: dona tantissimo». 

Il registro italiano per la donazione del midollo conta 400mila donatori iscritti mentre quello internazionale quasi 26milioni. A Piacenza gli iscritti sono 5.700 e per ora hanno donato in 37. «L'azienda – prosegue Angela Rossi, responsabile del laboratorio di immunogenetica - ha fatto un grande investimento su un laboratorio di manipolazione di midollo: il midollo, una volta prelevato, deve subire processi o di congelamento o di concentrazione cellulare prima di essere reinfuso nel paziente. Il laboratorio lavora sulle indagini genetiche per trovare il donatore ma anche sulla manipolazione del prodotto cellulare che poi viene reinfuso in ematologia. Ricordiamo che il nostro laboratorio di immunogenetica ha l'accreditamento Efi».

«Fino al 2007 – evidenzia Guido Pedrazzini, direttore sanitario Ausl - l’ematologia e l'oncologia erano insieme ed avevano 20 posti letto con 9 medici. Ora sono due unità operative divise con 18 medici e 34 posti letto: c’è stato un fortissimo investimento. Per il 2016 abbiamo pensato ad un progetto per un laboratorio per le indagini immunologiche. Tra i lavori per questo laboratorio e quello per la manipolazione del midollo c'è stato un investimento di quasi un milione di euro. Vorrei ricordare che anche le donazioni dei privati cittadini hanno sostenuto questo processo di crescita. Il laboratorio di immunogenetica ha tanti giovani bravissimi e molto appassionati. Un dato interessante è che il 98% dei pazienti con problemi ematologici sono ricoverati a Piacenza e questo significa che l'unità ha un grande riconoscimento da parte della popolazione». 

«Il dottor Vallisa – sottolinea Maria Gasparini, direttore qualità e formazione - quando ha deciso di affrontare la sfida dell'accreditamento Jacie, ci ha chiesto di aiutarlo con i nostri strumenti aziendali a compiere questo cammino: abbiamo lavorato insieme e alla fine abbiamo ottenuto il risultato». L'Ausl ha sviluppato il progetto del trapianto di cellule staminali anche grazie alla collaborazione delle associaizoni di volontariato come "Leucemie", Apl, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Admo e Avis.

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