Una 33enne manda alla madre le foto dello stupro, arrestato il convivente

Valtidone, accusato di violenza sessuale e lesioni. L’uomo di 36 anni ha aggredito la donna due volte, minacciandola e picchiandola. La difesa: «Ha spiegato al giudice la propria versione negando gli abusi»

Quando la madre ha visto la foto del viso tumefatto della figlia ha provato a contattarla, ma non ha avuto risposta. Con il cuore in gola, ha Carlo Alberto Caruso-2avvertito i carabinieri che si sono precipitati nella casa indicata dalla mamma e hanno trovato la ragazza con i segni sul volto: ha cercato di violentarmi, ha detto ai carabinieri di Borgonovo. Poco dopo, le manette sono scattate ai polsi del suo convivente.

La vicenda è avvenuta in Valtidone. Per l’uomo, interrogato dal giudice per le indagini preliminari Luca Milani, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, come aveva chiesto il sostituto procuratore Matteo Centini. L’uomo, un 36enne con diversi precedenti penali, è accusato di violenza sessuale aggravata e lesioni. E’ difeso dall’avvocato Carlo Alberto Caruso, il quale aveva chiesto gli arresti domiciliari. Il 36enne, nel lungo interrogatorio in carcere, ha risposto a tutte le domande del giudice, fornendo una propria spiegazione di ciò che era avvenuto e respingendo l’accusa di violenza. L’avvocato Caruso sta preparando una nuova richiesta al gip per far uscire l’uomo dal carcere e fargli ottenere gli arresti domiciliari. Ma dal passato della coppia starebbe emergendo una convivenza fatta di maltrattamenti e ingiurie, mai denunciati, che gli inquirenti stanno approfondendo.

La donna è una 33enne (anche lei con alcuni precedenti penali) che ha un figlio. La coppia stava vivendo un momento travagliato della Matteo Centini-3relazione e in diverse occasioni si erano già separati. Alla fine di ottobre, dopo un pranzo, la situazione è precipitata. All’interno dell’abitazione, lui comincia a minacciarla e a picchiarla - visitata al pronto soccorso, riporterà una prognosi di 10 giorni - poi l’aggressione a sfondo sessuale. Lei è impaurita e lui, che aveva bevuto parecchio, è violento. Di fronte alle minacce di morte avanzate verso il figlio, la donna cede. Ma la violenza non riesce. Lui, sempre più alterato, la aggredisce un’altra volta. Sono momenti drammatici. Questa volta, l’uomo avrebbe cercato di riprendere la lo stupro con il telefonino. Lei resiste e, nonostante le botte e le minacce e lui che le aveva strappato la camicia, la violenza non riesce. Approfittando di un attimo di distrazione, la ragazza riesce a mandare una propria foto alla madre, chiedendo aiuto. Nonostante lo choc di vedere la figlia in quelle condizioni, la donna risponde subito dicendole che sta arrivando. Invia altri messaggi, ma non ottiene risposta. Mentre va a casa della coppia avverte i carabinieri. I militari trovano la ragazza picchiata e sconvolta. Lui, nel frattempo, si era allontanato, ma è stato fermato poco dopo.

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