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«Agricoltura conservativa per preservare il terreno per i nostri figli»

Giornata in campo dedicata a queste tecniche presso Cerzoo Centro di Ricerche per la Zootecnia e l'Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza a San Bonico

“Conservare il terreno, significa preservarlo per i nostri figli, garantendo loro quel patrimonio che consentirà loro di nutrirsi, sempre però in un’ottica di sostenibilità. Oggi l’agricoltura punta sempre di più in questa direzione e non a caso alcune misure previste nel nuovo Psr premieranno chi punterà su questa che è definita “agricoltura conservativa”.

A tal fine, per presentare il progetto Life Help Soil, si è svolto oggi, presso Cerzoo Centro di Ricerche per la Zootecnia e l'Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza a San Bonico, una giornata in campo sull'agricoltura conservativa. Con la guida del prof. Vincenzo Tabaglio sono state mostrate, con i relativi appositi macchinari, le tecniche della subirrigazione, della semina diretta, per rimediare al compattamento e le possibilità di utilizzo degli effluenti zootecnici nei sistemi. “Semina diretta- ha spiegato Tabaglio- significa per esempio utilizzare macchine trinate e quindi un sensibile risparmio di potenza. Tutti obiettivi che si sperimentano al Cerzoo” anche con il supporto della Fondazione Invernizzi (presente il responsabile prof. Giuseppe Bertoni) con il fine della revisione del sistema agricolo sia locale che nei paesi in via di sviluppo come Congo ed Etipia ed in India.

Prima delle dimostrazioni in campo, il responsabile regionale dell’agricoltura sostenibile Giorgio Poggioli ha illustrato le peculiarità del progetto Life HelpSoil ed i fini dell’agricoltura conservativa, ovvero l’insieme delle pratiche colturali che hanno l’obiettivo di assicurare una sostenibile e stabile produttività, e, al tempo stesso, di preservare e rafforzare le risorse agricole e l’ambiente. I principi su cui si basa sono: minimo disturbo del suolo con le lavorazioni; copertura permanente del suolo stesso; diversificazione colturale. L’agricoltura conservativa è riconosciuta in grado di svolgere un ruolo importante nel recuperare la funzionalità dei suoli e nel valorizzarne i servizi eco-sistemici svolti, contribuendo ad incrementare la resilienza e la capacità di adattamento al cambiamento climatico.

La FAO, ad esempio, individua in tali pratiche,abbinate a strategie integrate di fertilizzazione, difesa delle colture e uso dell’acqua, i cardini tecnici sui quali costruire una sostenibile intensificazione della produzione agricola. Il progetto Life HelpSoil mira a dimostrare, che l’applicazione di tali tecniche è possibile e sostenibile per le aziende agricole della Pianura Padana e delle limitrofe aree collinari pedealpine e pedeappenniniche. Garantisce le funzioni fondamentali che il suolo esercita per l’ambiente, quali il sequestro di carbonio organico, la conservazione della biodiversità e della fertilità, la protezione contro l’erosione; migliora le prestazioni ambientali dell’agricoltura, riducendo ad esempio i consumi energetici ed idrici.

Nel progetto sono testate, insieme e in combinazione con le pratiche di agricoltura conservativa, anche tecniche innovative per l’irrigazione, per la distribuzione degli effluenti zootecnici e per la difesa delle colture. Sono 5 – ha spiegato Poggioli- le regioni coinvolte: Piemonte, Lombardia, Emilia- Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia; tre le istituzioni di ricerca: ERSAF, CRPA, Veneto  Agricoltura; una società di mezzi meccanici: KUHN; 4 Università tra cui quella Cattolica di Piacenza. “Un progetto- ha ribadito- pensato e subito inserito nel Psr 2014-2020; in particolare con l’operazione 10.1.04 “agricoltura conservativa ed aumento della sostanza organica”, vengono erogati premi a superficie alle aziende agricole che si impegnano ad adottare le tecniche base di agricoltura conservativa per un periodo di sei anni. Sono coinvolti- ha precisato- 97 Ha. 37 aziende medio- grandi di cui 10 a Piacenza e vi sono a disposizione 1,34 milioni di Euro”.

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