Annata fitosanitaria: è andata bene, ma è essenziale la tempestività delle informazioni

Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Fitosanitario di Piacenza, il dott. Bruno Chiusa che con il suo staff ha il compito di monitorare ogni possibile avversità e comunicare tempestivamente

Bruno Chiusa

Congediamo il 2016 come un anno piuttosto favorevole, almeno sotto l’aspetto delle patologie fitosanitarie, ma non certo per i prezzi delle materie prime che sono scesi vertiginosamente: grano e pomodoro docet! Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Fitosanitario di Piacenza, il dott. Bruno Chiusa che con il suo validissimo staff ha il compito di monitorare ogni possibile avversità e comunicare tempestivamente, tramite l’apposito bollettino, tutte le misure da adottare per la difesa, oltre alle quotidiane ispezioni sui campi su sollecitazione dei singoli agricoltori che hanno particolari problemi perché, com’è noto, le avversità colpiscono in modo molto difforme i prodotti del nostro territorio ed in base alle caratteristiche pedoclimatiche dei terreni stessi.

“Il giudizio- commenta Chiusa- non può che definirsi positivo praticamente per tutte le colture, pur con alcuni “distinguo”. Il pomodoro per esempio ha avuto problemi sui precoci causa le basse temperature e le precipitazioni di giugno, ma poi il prolungato bel tempo ha ristabilito una favorevole situazione per medie tardivi ed il raccolto è stato abbondante (fin troppo…..) e di qualità. Le scarse precipitazioni e la possibilità di irrigare ha dunque consentito una produzione soddisfacente. Bene anche le pomacee con scarsi fenomeni di ticchiolatura, mentre per il ciliegio qualche problema a causa dei moscerini per cui sono stati necessari alcuni trattamenti, così le cimici hanno causato danni, seppur modesti, sui peschi.

Bene anche i cereali a paglia con scarsi effetti di ruggine e fusariosi, ma qui le dolenti note sono per i prezzi, in particolare quello del frumento che si è ridotto notevolmente rispetto allo scorso anno. Per il mais Il periodo autunno-invernale è stato caratterizzato da scarse precipitazioni meteorologiche con temperature tendenzialmente miti situazione che ha permesso una buona preparazione dei letti di semina. In aprile le temperature sono state più alte della norma ed in diversi casi si sono resi necessari interventi irrigui di soccorso per favorire l’emergenza. Il periodo compreso fra fine maggio e la prima quindicina di giugno è stato caratterizzato da frequenti precipitazioni con abbassamenti termici.

Scarse le precipitazioni nel periodo estivo con temperature nella norma in flessione nei valori minimi e massimi a partire da settembre.  Le rese produttive dal punto di vista quantitativo sono risultate di norma superiori alla precedente annata generalmente buone per sanità e qualità. Tutto sommato è andata bene- riferisce il dott. Ruggero Colla- anche per la vite. Le potature verdi hanno limitato il problema della fillossera, basso il rischio di oidio e peronospora, grazie anche alle scarse precipitazioni, mentre continua ad essere presente il mal dell’esca e va segnalata la presenza, per ora contenuta, di un nuovo insetto, il Nysius, forse immigrato (ma le ricerche genetiche di provenienza sono ancora in corso) su cui si mantiene alta la guardia. Del resto questo è il compito fondamentale del Consorzio Fitosanitario che è sempre a fianco degli agricoltori per garantire prodotti salubri e di qualità, soprattutto in un’ottica di sostenibilità. A tal fine sono già numerosi gli incontri di aggiornamento tecnico in atto anche con le ditte produttrici di fitofarmaci per conoscere le novità, perché la difesa del reddito degli agricoltori e dell’ambiente rimane la priorità. Anche se le incombenze burocratiche sono sempre più numerose…

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