Pagamenti ai fornitori, Piacenza ultima in regione per puntualità

La performance di Piacenza risulta peggiore della media regionale ma superiore di quella nazionale: a settembre 2012 infatti risulta puntuale il 54,9% di imprese emiliano-romagnole e solo il 47,3% di quelle italiane

Marco Preti

Nel terzo trimestre 2012 il 51% delle imprese di Piacenza ha saldato entro i termini contrattuali le fatture ai propri fornitori. Una performance che vale l’ultimo posto in Emilia Romagna nella classifica delle province più puntuali.

È quanto risulta dallo Studio Pagamenti 2012 in Emilia Romagna relativo al terzo trimestre 2012 di CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. Nel dettaglio, la situazione al 30 settembre 2012 di Piacenza, a fronte del 51% di buoni pagatori, evidenzia il 45,8% di imprese in ritardo moderato, che hanno saldato le fatture fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 2% invece ha pagato i propri partner commerciali con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, lo 0,7% tra 60 e 90 giorni. Il ritardo grave, infine, riguarda una fascia molto contenuta di imprese, precisamente lo 0,3% del totale che hanno onorato gli impegni oltre 90 giorni medi e lo 0,2% oltre i 120 giorni. La performance di Piacenza risulta peggiore della media regionale ma superiore di quella nazionale: a settembre 2012 infatti risulta puntuale il 54,9% di imprese emiliano-romagnole e solo il 47,3% di quelle italiane. Nel dettaglio la provincia più puntuale è stata Forlì-Cesena (57,1%).

Seguono Reggio Emilia (56,9%), Modena (56,3%), Rimini (55,6%), Parma (55,5%), Ferrara (54,4%), Bologna (53,7%), Ravenna (52,6%). Ultimo posto in regione per Piacenza, ferma al 51%.

La situazione in Regione

La crisi economica ancora irrisolta e le drammatiche conseguenze del terremoto non piegano le imprese dell’Emilia Romagna, che anche nel terzo trimestre dell’anno si conferma la regione più virtuosa in Italia per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento verso i fornitori. A settembre 2012, infatti, risulta puntuale il 54,9% di imprese emiliano romagnole contro una media nazionale del 47,3%.

Una performance che vale il primo posto nella penisola, staccando trentino Alto Adige (52,7%), e Veneto (52,5%), posizionati nei gradini inferiori del podio. Nonostante il lieve recupero rispetto allo scorso anno (52,38% di imprese puntuali nel terzo trimestre 2011) però restano ancora lontani i livelli pre-crisi: in quattro anni la percentuale di imprese virtuose in regione mostra un calo di 3,1 punti, passando dal 58% del 2008 al 54,9% attuale. “Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia rimasta quasi invariata negli ultimi mesi non deve trarre in inganno - commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B - Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei termini contrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti.

A questo riguardo, secondo il nostro Osservatorio sul Credit Management oltre il 75% delle imprese ha avuto un insoluto significativo e quasi il 50% ha avuto un insoluto significativo da clienti con un’anzianità maggiore di 3 anni, cioè proprio da quei clienti ai quali si concede maggiore fiducia, accordando termini più lunghi ed esponendosi maggiormente sul piano finanziario. Riteniamo però che le imprese stiano reagendo nel modo giusto, investendo per rendere più efficaci i processi e le policy per la gestione del credito e dei pagamenti.

Quindi, un intervento non a costo zero, ma che potrà dare benefici concreti anche dopo la fine della crisi”. n riferimento alla dimensione aziendale, le imprese emiliano-romagnole mostrano abitudini di pagamento molto divergenti. Le micro realtà mostrano i comportamenti più equilibrati, con il 59,7% di pagatori puntuali. Buona performance anche per le piccole imprese, puntuali nel 48,3% dei casi. Mentre è ben più critica la situazione delle medie imprese (31,8% di imprese puntuali) e soprattutto le grandi, regolari solo nel 18,2% dei casi. Notevoli sono anche le differenze fra i diversi settori. Le migliori performance si riscontrano nell’Agricoltura e nei Servizi vari, rispettivamente con il 62,9% ed il 61,9% di “buoni pagatori”.

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Si distinguono per la minore affidabilità, invece, l’Edilizia con il 51,9% di imprese puntuali e l’Industria e produzione, con il 51,8%. “In questo contesto il contributo di CRIBIS D&B è, in primo luogo, quello di supportare le imprese con strumenti e informazioni per la gestione del portafoglio clienti e dei pagamenti commerciali – conclude Preti – ma, in un’ottica più generale, il nostro ruolo è anche quello di contribuire a rendere più trasparente il mercato. Soluzioni come CRIBIS iTRADE, che prevedono la condivisione di informazioni sui pagamenti al fine di identificare un profilo dell’impresa come pagatore oltre a mettere a disposizione strumenti di analisi e monitoraggio, possono infatti rendere il mercato più trasparente, referenziando le imprese che hanno comportamenti di pagamento affidabili e contribuendo ad identificare quelle meno virtuose”.

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