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«Volevamo lavorare domenica per recuperare il tempo perso»

Lunedì 1 scatta la zona gialla, Confcommercio e Confesercenti: «Imprese sfinite e logorate da questi balletti»

Confesercenti e Confcommercio Emilia-Romagna si scagliano contro «la telenovela delle aree di colore giallo, arancione e rosso, a cui le imprese hanno dovuto assistere impotenti». La zona gialla consentirà finalmente al settore dei pubblici esercizi di riaprire dopo uno stop durato più di venti giorni che ha messo a dura prova la tenuta economica e psicologica di tutti gli addetti ai lavori. «La zona gialla - afferma Massimo Zucchini, presidente regionale di Fiepet Confesercenti – a partire solo da lunedì è una vera e propria mazzata per le imprese di questo settore che speravano di poter cominciare a recuperare un po' del tempo perso sfruttando la giornata della domenica e la recuperata mobilità delle persone. Tantissimi avevano già cominciato a riorganizzarsi per la riapertura, richiamando il personale e facendo gli acquisti necessari per farsi trovare pronti. In questo modo invece si slitta, in pratica, tutto di un'altra settimana perché i flussi dei giorni feriali non sono certo paragonabili a quelli domenicali, in particolare per le località turistiche».

«La situazione è allo stremo - aggiunge Matteo Musacci, presidente regionale di Fipe Confcommercio - e la classe politica deve farsene carico, smettendola con questa pratica dei provvedimenti presi all'ultimo minuto e convincendosi, una volta per tutte, che non è più sopportabile ogni tipo di provvedimento che impedisca alle persone di lavorare. Individuiamo regole più stringenti ma consentiamo a tutte le imprese di lavorare e recuperare la propria dignità». «Il provvedimento del Ministro penalizza anche la prima domenica dei saldi e si aggiunge alle restrizioni alla mobilità delle domeniche ecologiche creando un danno a una platea ampia di imprese». «Questa continua incertezza – intervengono il presidente dell’Unione Commercianti Piacenza Raffaele Chiappa e il presidente di Confesercenti Piacenza Nicola Maserati riprendendo le conclusioni delle federazioni regionali – incide anche sulle relazioni sociali e rischia di creare tensioni e divisioni preoccupanti. Come associazione di categoria abbiamo sin qui tenuto un atteggiamento responsabile e aperto al dialogo, ma le imprese sono ormai sfinite e logorate da comportamenti incomprensibili che finiscono anche con l'essere offensivi. Per il futuro valuteremo con molta attenzione ogni forma e strumento utile a rivendicare le giuste richieste delle categorie».

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