Al via la festa patronale cittadina di San Paolo apostolo

La conferenza di monsignor Perazzoli e gli eventi in calendario da oggi a domenica

Iniziati con la conferenza di mons. Bruno Perazzoli sul versetto “Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Gesù Cristo”, dalla lettera di San Paolo ai Galati e con la narrazione di episodi della vita di San Paolo, gli appuntamenti che precedono la concelebrazione solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio per i festeggiamenti in onore del patrono san Paolo Apostolo cui è dedicata la chiesa cittadina situata tra via Scalabrini e via Torta.

Giovedì 25 gennaio, giorno delle festa della conversione di San Paolo, alle 18,30 la messa solenne; sabato 27 gennaio alle ore 15 si terrà un laboratorio per i giovani del catechismo sulla figura dell’apostolo delle genti; alle 18 recita dei Vespri seguita dalla santa messa. Domenica le messe saranno tre: alle ore 8 presieduta dal superiore dei Figli di S. Anna, alle ore 11 la messa presieduta dal vescovo e alle 18,30 dal superiore dei padri scalabriniani. Nel corso della funzione delle 11 saranno ricordati i quaranta anni del servizio educativo pastorale del soggiorno estivo di Codogno sull’Appennino parmense e sarà consegnato il “Paliotto” ai membri della “San Vincenzo” per il costante e discreto servizio espresso in tante forme di umanità e carità. Alle 12,30 agape fraterna presso il Refettorio del Seminario vescovile.

Nella partecipata profonda conferenza di martedì scorso, il parroco mons. Bruno Perazzoli, docente di filosofia al Collegio Alberoni e all’Università di Genova, ha citato il testo del filosofo Benedetto Croce, «Perché non possiamo non dirci cristiani», evidenziando che anche lui, senza essere credente, senza condividere le scelte della chiesa, diceva di non rifiutare il titolo di cristiano; non possiamo non dirci cristiani perché, in fondo, il cristianesimo è un fatto di cultura: noi viviamo in una società che è formata culturalmente sul cristianesimo; non possiamo conoscere la letteratura moderna senza incontrarci col cristianesimo, non possiamo studiare l’arte degli ultimi duemila anni senza incontrarci col cristianesimo.  Mons. Bruno ha quindi sviluppato i temi: il cristianesimo è Gesù Cristo, il Vangelo di Paolo, il cristiano è «conquistato» da Gesù Cristo e aspetti della vita di Paolo, concludendo l’intervento con la risposta alla domanda “Cosa significa essere cristiani?”.  Il cristiano è colui che vive insieme a Gesù Cristo, una persona concreta che è viva, essendo passata attraverso il dono totale di sé, ed è nella nostra esistenza; è colui che ci rende nuova creatura: nient'altro conta. Oltre che partecipata, la conferenza è stata occasione per uno stimolante dialogo innescato da domande poste da più persone.

Il testo completo della conferenza,  rilevato da Vittorio Ciani,  Vittorio è disponibile presso  l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.

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