Alle 12 di domenica 19 aprile le campane delle chiese di Piacenza suoneranno insieme

Un segno di gratitudine, solidarietà e speranza: suoneranno tutte insieme alle 12 di domenica 19 aprile le campane delle Chiese di Piacenza, in occasione della festa della Madonna del Popolo e della Divina Misericordia

Domenica 19 aprile alle ore 11 il vescovo mons. Gianni Ambrosio, in occasione della solennità della Madonna del Popolo piacentino, celebrerà la messa in Cattedrale trasmessa in streaming dal sito diocesano. Alla stessa ora, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, papa Francesco celebrerà la messa per la festa della Divina Misericordia, istituita 20 anni fa da san Giovanni Paolo II.

L’invito del parroco di Sant’Antonino e vicario episcopale della città, don Giuseppe Basini, è quello di affidare la nostra città e l’intera diocesi di Piacenza-Bobbio alla Divina Misericordia e alla protezione di Maria, Madonna del Popolo piacentino, nella domenica a loro dedicata.

La festa della misericordia - disse Gesù Risorto a suor Faustina Kowalska, sia di riparo e rifugio per tutte le anime. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia”. L’invito quindi è quello di pregare Gesù Misericordioso per la Chiesa e per tutta l’umanità, specialmente per coloro che soffrono in questo tempo difficile, perché Cristo Risorto ravvivi in tutti la speranza e la fiducia. A sottolineare l’importanza di questo giorno, alle ore 12, suoneranno tutte le campane delle chiese cittadine.

“Il suono delle campane, che accompagna i momenti importanti della nostra vita – precisa don Basini -, vuole essere in questo giorno espressione di gratitudine nei confronti di coloro che oggi rappresentano in modo singolare il volto concreto della Divina Misericordia: medici, infermieri, farmacisti, volontari, personale sanitario e ospedaliero, forze dell’ordine, amministratori della cosa pubblica, sacerdoti, religiosi e religiose e lavoratori che ci garantiscono i beni essenziali per vivere; di solidarietà nei confronti di tutti coloro che stanno soffrendo per la morte di un loro caro, che sono ammalati, ricoverati in ospedale o che si stanno curando nelle loro case, di coloro si trovano in difficoltà economica o che hanno perso il lavoro; di speranza per tutti noi, ora così provati dalla diffusione del coronavirus, ma desiderosi di ricominciare di rinascere a vita nuova. Non per tornare quelli di prima ma, possibilmente, per essere persone migliori, capaci di costruire un mondo più giusto, più umano, più sano di quello che questa pandemia improvvisamente ha rivelato essere malato e bisognoso di guarigione”.

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