Quando l'arte diventa amicizia e solidarietà, sconfiggendo i conflitti fra i popoli

Festival Internazionale della Gioventù: i giovani turchi dopo lo spettacolo in piazza Cavalli hanno dovuto abbandonare l'armonia del Festival internazionale dei giovani perché richiamati dal loro governo

Nelle foto il giovane Siriano Hydra Al Lahham con Carlo Devoti e i gruppi turchi e rumeni che si sono esibiti in Piazza Cavalli

La comunità del Festival Internazionale della Gioventù che dopo tante stagioni a Ferriere è ospite di Berceto (Parma), ha fatto tappa nella nostra piazza Cavalli dove ha presentato un applaudito spettacolo di canti e balli del folclore turco e rumeno. I recenti fatti politici che hanno sconvolto la Turchia, hanno causato ai Turchi veglie notturne attaccati ai loro telefonini con i quali cercavano di capire al meglio gli accadimenti. L’arte e lo sport hanno aiutato non poco ad ottenere positivi risultati; ciò nonostante i turchi hanno dovuto rientrare in tutta fretta nel rispetto di ciò che è stato imposto dalle loro autorità governative. Tutti gli ospiti stanno comunque vivendo con tranquillità momenti davvero difficili e unici. Pur essendo molti giovani ospiti e accompagnatori di religione musulmana, fra le varie etnie ci sono molte differenze e tipi di alleanze che non hanno impedito di instaurare forti momenti di amicizia, di comprensione e solidarietà reciproca. In sostanza si vive in amore e in accordo anche se i rispettivi governi ora non la pensano allo stesso modo. E c’è stato anche un commovente e accorato appello di un bambino siriano temporaneamente ospite delle autorità algerine, che trascriviamo nella sua interezza:

“Mi chiamo Hydra Allaham, sono siriano e ho dieci anni. Vorrei farvi conoscere la Siria attraverso la personalità del narratore, una figura della tradizione siriana che indossava un abito tradizionale e raccontava alla gente storie e aneddoti; un ruolo questo oggi ricoperto dalla televisione, dalla radio, da internet. Una volta c’era un Paese chiamato Siria, un Paese di diecimila anni di storia e di civiltà. La Siria era chiamata culla della civilta'. Il suo territorio vide e conobbe numerose civiltà come ad esempio quella fenicia, aramaica, bizantina, greca e romana.

La Siria ha dato anche al Mondo il primo alfabeto e la prima nota musicale. E' la Patria di San Paolo e di San Giovanni Battista, il Paese della via recta e delle sette porte. Su questa sacra terra, la gente ha vissuto in pace ed in totale sicurezza, ma un giorno, fu assalita da un predatore chiamato terrorismo. Il mostro ha ucciso bambini, giovani ed ha costretto la popolazione all'esodo. 
Il predatore ha distrutto le tante culture, templi, chiese, cittadelle, palazzi… ha bruciato biblioteche, ha eliminato ogni contrassegno e riferimento della nostra civiltà fra cui Apamea e Palmira. 

Ecco cosa vi chiedo: Prego, salvate la Siria, salvate la Madre della civiltà, salvateci dal terrorismo di Daeesh, di Al Nosra e dei mercenari stranieri che accorrono da varie parti del mondo per annientarci. salvate i bambini della siria." Il messaggio - letto fra un pubblico numeroso ed attento - è stato accompagnato dallo scorrere di immagini che mettevano a confronto i siti più conosciuti della Siria paragonando il loro splendore di un tempo con la devastazione attuale. Segnaliamo anche la gradita visita alla struttura di Berceto del Centro Estivo di Carpaneto che ha potuto trascorrere nel bel parco del Seminario Estivo di Berceto una piacevole giornata di amicizia e divertimento.

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