Viaggio in barca a vela per 100 porti delle coste italiane illustrando la storia del marinaio Nazario Sauro

Presentato a Palazzo Galli il volume "Sauro 100" che racconta la storia dell'eroe irredentista

(Fotoservizio di Carlo Mistraletti)

Nazario Sauro, chi era costui? Chi è avanti con gli anni ne ricorda l’eroica vita avendolo studiato sui libri di storia, ma i più giovani rischiano di associare questo nome a una via, una piazza o una caserma e nulla di più. A rinfrescare la memoria collettiva dell’eroe simbolo assoluto di italianità, provvede il libro “Nazario Sauro. Storia di un marinaio”, pagine 344, edito da La Musa, scritto dal nipote Romano Sauro con il figlio Francesco.

La seconda edizione del libro è stata presentata a Palazzo Galli della Banca di Piacenza da un’appassionata esposizione dell’autore che, ha ricordato l’avv. Corrado Sforza Fogliani, è stato ufficiale della Marina Italiana raggiungendo il grado di ammiraglio ed è l’attuale presidente della Lega Navale.

Le pagine del libro ripercorrono la storia di Nazario Sauro, eroe nazionale irredentista, spirito indipendente e ribelle fino al sacrificio della vita, impiccato dagli austro-ungarici a soli 36 anni (10 agosto1916). Nato a Capodistria nel 1880, nel breve interregno in cui l’Istria era sottomessa agli austriaci, il giovane Nazario entrò già in vita nell’immaginario collettivo degli italiani, ribelli al giogo asburgico, ma anche degli stessi austriaci, che lo considerarono il ricercato numero uno. Per non combattere la prima guerra mondiale con la divisa austriaca e contro i suoi compatrioti italiani, raggiunse in modo rocambolesco Venezia e da quel momento per l’Austria fu un traditore. Temuto per la conoscenza capillare delle coste e dei fondali istriani e dalmati, Sauro divenne l’incubo degli austriaci: la sua figura imprendibile, avvolta nell’ampio tabarro nero, incombette ancora di più in seguito alle azioni tanto leste quanto astute con le quali addirittura ridicolizzò le difese asburgiche come avvenne ad esempio il 12 giugno 1916, quando Sauro condusse il cacciatorpediniere Zeffiro nel porto della cittadina istriana Parenzo occupata dagli austriaci, sventolando non una ma due bandiere della Regia Marina Italiana. Le sue imprese divennero subito leggendarie e il suo spirito indomabile accese gli animi di tanti irredentisti pronti a seguirlo. L’amore per l’Italia, però, lo portò anche a missioni umanitarie insieme con altri esuli irredenti, come nel gennaio del 1915, quando un devastante terremoto in Abruzzo uccise 30mila persone e sbriciolò i paesi. Nazario Conosceva a fondo ogni porto, ogni secca, ogni scoglio della costa dove operava e questo gli consentì di comunicare informazioni all'Italia in guerra ma anche di svolgere ardite operazioni potendo contare sulla sua superiore conoscenza del luogo e approfittava dei suoi spostamenti per inviare notizie al Ministero della Marina italiana sui movimenti delle navi militari austriache.

L'ammiraglio Romano Sauro è da qualche mese impegnato in un viaggio via mare che porterà Galiola III, piccolo cabinato a un solo albero, a navigare lungo le coste della nostra penisola, toccando 100 porti nel centesimo anniversario del sacrificio di Nazario Sauro. Partito da San Remo il 4 ottobre scorso approderà a Trieste nell’autunno del 2018, a cento anni dalla fine della Grande guerra. In tante città paesi terrà conferenze, incontrerà scolaresche, racconterà la Grande Guerra sul mare e, come a Palazzo Galli, presenterà il libro che ha scritto con il figlio Francesco, un libro avvincente come un romanzo, ricco di fatti inediti, riscoperti dagli autori in documenti, diari e racconti famigliari. I proventi dalla vendita dei volumi vanno a una onlus che si occupa di bambini malati di cancro e sostegno alle loro famiglie.

Foto (Mistraletti):  l’ammiraglio Romano Sauro:
- con i “ Marinai d’Italia” piacentini
- fra Massimo Moreni e Massimo Barbaglia
- con la Signora Isabella e l’avv. Corrado Sforza Fogliani

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