Accoglienza, Lega Nord: «Questa non è integrazione, ma uno sporco business»

«Democrazia e prefetto repugnano profondamente l’una all’altro. Non si avrà mai democrazia, finché esisterà il tipo di governo accentrato, del quale è simbolo il prefetto». Non lo dice la Lega Nord. Si tratta di un discorso di Luigi Einaudi, scritto nel 1944, che - secondo il Carroccio locale - è profondamente attuale, in particolare per quanto riguarda la tematica dei richiedenti asilo. «Nel territorio piacentino stiamo assistendo a un gravissimo attacco alla democrazia, che va contro gli interessi della popolazione - denuncia la segreteria provinciale della Lega Nord -.  Ad Albone e Bettola, i sindaci - espressione diretta della volontà popolare - sono stati scavalcati e ignorati dai burocrati romani che, attorno a un tavolo, hanno deciso di insediare in questi piccoli paesi un numero insostenibile di sedicenti profughi».

La Lega Nord ha raccolto le preoccupazioni espresse recentemente dai residenti di Albone, nei pressi di Podenzano, dove sarebbero stati collocati trenta profughi, «addirittura di più rispetto agli abitanti della frazione, che conta all’incirca venti anime». Una quantità, dunque, superiore alla popolazione locale, «che rischia di impattare negativamente sui sistemi sociali del paese, nonché sulla sicurezza e sul concetto stesso di integrazione. Pare che però il centrosinistra e le forze politiche che si trovano al Governo siano più interessate a ingrassare le cooperative che gestiscono i richiedenti asilo. È risaputo, infatti, che solo una piccola percentuale di immigrati ottiene lo status di profugo: chi riceve il diniego, diventando di fatto un clandestino, viene comunque mantenuto per diversi mesi con i soldi pubblici. Questa non è integrazione, ma uno sporco business a cui la Lega vuole mettere fine».

«La gestione targata PD del fenomeno migratorio - conclude la segreteria provinciale del Carroccio - sta creando innumerevoli problematiche alle fasce più deboli della cittadinanza. A Bettola il prefetto ha imposto l’arrivo di altri sedicenti profughi. Non se ne può più! Come diceva Einaudi, occorre “garantire la persona umana contro l'onnipotenza dello Stato e la prepotenza dei privati”».

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