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Alluvione, Bergonzi (Pd): «Imprese e sindaci non sono rimasti soli»

L’intervento del parlamentare piacentino del Partito Democratico: «C’è stata una grande reazione collettiva e corale all’alluvione»

«Una grande reazione collettiva e corale. E tante persone – scrive in una nota l’onorevole piacentino del Partito Democratico Marco Bergonzi - che non hanno ceduto alla rabbia, allo sconforto, alla disperazione, perché a prevalere sono state solidarietà e voglia di riscatto. In queste settimane, seguite agli eventi eccezionali del 14 settembre, abbiamo assistito a qualcosa che forse non ci aspettavamo: un’intera comunità locale che si è stretta in varie forme intorno alle popolazioni colpite dall’alluvione, e le istituzioni che a tutti i livelli hanno risposto alle necessità dell’emergenza, in maniera tempestiva.

Lo ha sostenuto anche il premier Matteo Renzi, nel corso della sua visita in prefettura a Piacenza nei giorni immediatamente successivi al disastro che ha colpito le valli del Nure e del Trebbia: quello emiliano, “forgiato” in occasione del sisma del 2012, è un modello di ricostruzione, ed anche di ripresa sociale ed economica, che può essere esteso a tutta l’Italia. Ed anche quanto è accaduto finora a Piacenza conferma a pieno titolo questa tesi.

Ai sindaci e agli amministratori locali dei comuni colpiti, sui quali grava la responsabilità della “prima linea”, delle risposte immediate ai propri concittadini, sono stati forniti tutti gli strumenti per affrontare gli interventi di somma urgenza. Quelli della messa in sicurezza dei fiumi e delle sponde, della ricostruzione dei collegamenti interrotti, quelli necessari a scongiurare i rischi della stagione invernale alle porte. Occorre ricordare la tempestiva dichiarazione dello stato di emergenza, lo stanziamento da parte della Regione Emilia Romagna di 5 milioni di euro, a cui si è subito aggiunto quello di 10 milioni da parte del Governo.

La capacità di spesa delle amministrazioni locali è poi stata svincolata dai lacci del Patto di Stabilità per una cifra considerevole di 9 milioni e mezzo di euro. Risorse importanti, messe a disposizione con grande rapidità, che non coprono certamente la riparazione della totalità dei danni arrecati dall’alluvione, che vanno spese con grande attenzione, a sostegno di progetti prioritari e che sono fondamentali per la prima fase dell'emergenza.

E’ indispensabile che di questi primi fondi venga fatto buon uso e, nel contempo, procedere speditamente ad una stima complessiva ed accurata di tutti i danni per poter via via completare la graduale ricostruzione di quanto è andato distrutto. “Ricostruiremo tutto quello che c’è da ricostruire” è la frase che il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha pronunciato durante la sua visita a Piacenza all’indomani dell’alluvione. E’ questo l’obiettivo in cui ci sentiamo tutti impegnati e che il Governo ha scelto di sostenere in maniera forte e tangibile.

Paola De Micheli, piacentina, ha redatto la nuova norma sulle ricostruzioni dopo le calamità, ottenendo uno stanziamento di 1,5 miliardi per le emergenze nazionali: la cosa più importante per chi è stato colpito dalla calamità è che, per la prima volta nella storia del Paese, anche i privati avranno diritto ad un risarcimento per i danni riportati.

E’ una riforma importante, disegnata sul modello emiliano post sisma che sta funzionando e sta permettendo alle comunità colpite di rilanciarsi anche dal punto di vista economico e sociale; ed anche nel Governo Regionale, una piacentina ricopre un ruolo esecutivo di altissima responsabilità: infatti le stesse deleghe di Paola Gazzolo, (Difesa del suolo, Protezione civile e Politiche ambientali e della montagna) la identificano come il punto di riferimento in Emilia Romagna per la gestione di eventi calamitosi ed è in prima linea in un gioco di squadra che vede partecipi tutti i rappresentanti Istituzionali interessati e che è assolutamente prezioso per aiutare il nostro territorio a tornare alla normalità nel più breve tempo possibile.

Dall’alluvione nel piacentino è trascorso poco più di un mese e se tanto è già stato fatto è perché la nostra comunità è rimasta unita. Ora è necessario tenere alta la guardia, giorno per giorno, perchè il cammino della ricostruzione proceda secondo la “road map” stabilita, utilizzando al meglio le risorse già rese disponibili e cogliendo a pieno le ulteriori opportunità di indennizzo contenute nella manovra economica che sarà approvata entro la fine anno.

Questi sono fatti, che dimostrano che cittadini, imprese ed amministratori colpiti dall’alluvione, non sono soli. Ed è di fatti come questi che abbiamo bisogno, non certo di polemiche poco comprensibili e non costruttive. Siamo una comunità e come tale stiamo rispondendo. Con risorse e rapidità degli interventi. La cura della nostra terra, delle nostre montagne e dei nostri fiumi è una sfida che ci coinvolge tutti, troppo importante per non essere compresa ed assolutamente strategica per il nostro futuro».

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