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Argellati: «Fi orgogliosa del risultato». Zanardi: «Centrodestra ha fatto la differenza»

Il commento al voto referendario di Gianluca Argellati e Gloria Zanardi (Forza Italia)

«Forza Italia – è il commento di Gianluca Argellati, coordinatore provinciale di Forza Italia dei comitati per il NO- è orgogliosa di questo risultato: Piacenza ha espresso come quasi tutto il resto d’Italia un NO nettissimo ad una pessima riforma costituzionale che se fosse passata avrebbe prodotto un sacco di guai, gli italiani hanno dimostrato di voler cambiare passo.  Abbiamo fatto un lavoro capillare su tutto il nostro territorio incontrando personalmente i nostri sostenitori e scendendo nelle piazze dei centri principali per informare i cittadini su tutti gli inganni e le debolezze di quanto Renzi avrebbe voluto imporci con il sì, e considerati i risultati ci siamo riusciti.  Abbiamo lavorato anche molto bene con gli  altri due partiti di centro destra, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Siamo  orgogliosi che a Piacenza il NO abbia ottenuto consensi sopra la media regionale, risultando ancora una volta la provincia più Azzurra della Regione. E’ questo un dato che sta ad indicare che nella nostra Provincia se uniti e compatti il centro-destra è sempre molto più credibile di un centro sinistra a forte traino PD che anche a livello nazionale ha perso di credibilità, poiché è un sistema di governo, quello renziano, che si è ormai sgonfiato e non incanta più perché smascherato nella propria superficialità.  Un grazie di cuore a tutte le persone che hanno dato il loro sostegno, grazie a tutti i comitati che a livello provinciale, si sono spesi per ottenere un risultato così importante. Continueremo a lavorare più motivati di prima per proporre un’alternativa di governo credibile per i cittadini». Gianluca Argellati-2

Sul voto anche è intervenuto anche il consigliere provinciale di Forza Italia Gloria Zanardi. «Ha vinto il NO. Anzi ha stravinto il NO. Anche a Piacenza. Il popolo ha deciso di non approvare una riforma costituzionale altamente pregiudizievole per l'assetto istituzionale e la democrazia nel nostro paese. Sminuire il dato elettorale sostenendo che i cittadini non ne abbiano compreso la portata o non siano pronti al cambiamento, come ritenuto da alcuni, pare solamente un alibi per coloro che hanno sostenuto il sì, per giustificare il proprio fallimento, dimostrando una scarsa umiltà nella sconfitta. La soddisfazione è grande sia per il dato nazionale sia per l'esito referendario positivo in Provincia di Piacenza, tra le poche dell'Emilia Romagna, ove il no ha sovrastato il si. Ciò ci deve fare riflettere, ma soprattutto deve fare riflette il PD piacentino che vanta nel nostro territorio un sottosegretario, tre parlamentari, due consiglieri regionali ed il sindaco. La presenza di cariche politiche e gli spot elettorali non bastano più. I cittadini sono stanchi delle riforme raffazzonate, delle passerelle e dei soliti slogan, che hanno caratterizzato anche questa campagna, strumentalizzata, ponendola sul piano personale, prima di tutto dallo stesso Renzi che cercava, nel risultato di questa votazione, quella legittimazione popolare che non ha mai avuto. Si prende atto delle dimissioni di Renzi, si prende atto del poco appeal dei democratici piacentini. Vero è che il 60% di elettori del no sono rappresentativi di forze politiche differenti, ma è anche vero che il centrodestra, unito verso l'unico obiettivo di non approvare una riforma nel merito e nel metodo inqualificabile, ha fatto la differenza e ha dimostrato che, quando riesce ad essere concreto, motivato e presente, esiste ancora. Eccome. Così come è vero che i cittadini non sono disinteressati alla politica se si sentono coinvolti e se hanno la possibilità di partecipare attivamente, come dimostra l'altissima affluenza alle urne che, già di per sé, sarebbe stato un successo, a prescindere dal resto. Facciamo tesoro di questa esperienza e di questo risultato per le prossime sfide future, sia a livello nazionale che locale, trovando obiettivi programmatici comuni nell'interesse dei cittadini e cercando di perseguirli al meglio, per costruire un'alternativa al PD, ormai lacerato dai conflitti interni, e al Movimento 5 stelle».

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