Bergonzi (Pd): «Ddl acqua pubblica, più che rispettato lo spirito del referendum»

“Non solo lo spirito del referendum è stato rispettato, ma siamo andati ben oltre”. Così il parlamentare del Partito Democratico Marco Bergonzi archivia le polemiche di questi giorni dopo la discussione del disegno di legge sull’acqua pubblica

“Non solo lo spirito del referendum è stato rispettato, ma siamo andati ben oltre”. Così il parlamentare del Partito Democratico Marco Bergonzi archivia le polemiche di questi giorni dopo la discussione del disegno di legge sull’acqua pubblica che ha avuto il via libera in commissione Ambiente. Per Bergonzi, che ha sottolineato il lavoro del Pd (“i gruppi di opposizione hanno deciso di ritirare e firme”), si tratta di “polemiche infondate”. Il deputato ha elencato una serie di elementi che sono stati introdotti nel disegno di legge.

E’ stato rafforzato il diritto all’acqua potabile come diritto umano essenziale, sono stati individuati strumenti di tutela per le fasce più deboli individuando un quantitativo minimo vitale: i primi 50 litri d'acqua a persona sono gratuiti e garantiti anche in caso di morosità (toccherà all’autorità decidere, sulla base dell’Isee, quando sia il caso di fermare l’erogazione dell’acqua). Viene inoltre incentivato il risparmio idrico (il principio è che si paga molto in caso di grandi consumi) e sono state introdotte misure per garantire la trasparenza, a partire dalla lettura della bolletta: quest’ultima conterrà tutti i dati relativi agli investimenti sulle reti dell’acquedotto, fognature e depurazione. Infine è stata creata una banca dati accessibile a tutti sul servizio idrico integrato. Il disegno di legge prevede inoltre che i Comuni incentivino i servizi commerciali a servire ai clienti acqua di rubinetto.

Per quanto concerne il capitolo relativo alla gestione del servizio, Bergonzi ha specificato che “il rispetto dell’esito del referendum non passa attraverso una tipologia specifica di gestione”. Essa può prevedere una gestione in house, mista oppure privata (“sono tutte giuridicamente riconosciute”) a seconda anche della convenienza e della opportunità dei singolo comuni. 

Infine il parlamentare ha voluto ricordare l’istituzione di un fondo nazionale di solidarietà internazionale, vale a dire il prelievo di un centesimo a metro cubo di consumo: questo prelievo confluisce nel fondo per progetti di sviluppo nei Paesi che non hanno acqua.

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