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Nuovo ospedale, "Buona Destra" approva la scelta dell'area della Farnesiana

Buona Destra, comitato di Piacenza: «La tendenza urbanistica relativa ai nuovi ospedali italiani è di costruirli fuori dalla cinta urbana, spesso anche molto distanti dall’abitato. E Piacenza non può permettersi di reiterare l’errore già commesso trent’anni fa»

«In Italia, opere come l’aeroporto giapponese del Kansai, non si realizzeranno mai. Costruito in mezzo al mare, su un’isola artificiale, al largo di Osaka (peraltro su progetto dell’italianissimo Renzo Piano), sarebbe impensabile per la nostra mentalità di contestatori. Da noi, anche il posizionamento di un segnale stradale implica un iter complesso fatto di partecipazione, di eccezioni, di osservazioni, di riserve, di polemiche, di resistenze, di ricorsi. Piacenza ha bisogno di un nuovo ospedale e questo è un dato acquisito. Dove farlo è un altro dato acquisito: l’area 6 Farnesiana. Si tratta di un terreno lungo la strada per San Giorgio, appena dopo il cavalcavia sulla tangenziale, a sinistra uscendo dalla città. Attualmente agricolo, è l’unico che soddisfi tutti i requisiti chiesti dalla Asl. In primo luogo, perché ha spazio sufficiente per eventuali, futuri ampliamenti. E poi, perché è collocato lungo importanti arterie di comunicazione, in prossimità del casello autostradale». Queste le parole nel comunicato firmato dal neonato comitato di Piacenza della "Buona Destra"

«È oltre la tangenziale, ma la legge urbanistica regionale lo permette quando ad essere realizzata è un’opera di preminente interesse pubblico. Ed è sicura da un punto di vista geologico e idraulico, in ragione delle perizie tecniche elaborate dai professionisti incaricati. Certo, il Comune avrebbe potuto blindare questa decisione assegnando tali perizie a facoltà universitarie specializzate nei settori indicati o a enti pubblici competenti per materia, come ad esempio il Magistrato per il Po, anziché caricarle sulle spalle di pochi professionisti privati. Ma la chiarezza, la nettezza e la categoricità delle valutazioni contenute nelle relazioni di tutti i periti coinvolti è stata tale da renderle affidabili oltre ogni ragionevole dubbio. Anche da un punto di vista agronomico, il terreno interessato non presenta caratteristiche specifiche e irriproducibili, né fattori microclimatici particolari. Quindi, l’interesse pubblico superiore, rappresentato dal bisogno di un nuovo ospedale per Piacenza e la sua provincia, giustifica il sacrificio – in via del tutto eccezionale – di un terreno agricolo. D’altronde, la tendenza urbanistica relativa ai nuovi ospedali italiani è di costruirli fuori dalla cinta urbana, spesso anche molto distanti dall’abitato. E Piacenza non può permettersi di reiterare l’errore già commesso trent’anni fa quando decise di incastonare l’attuale Polichirurgico lì dov’è, in pieno centro abitato. Il naturale, ovvio corollario è che l’area individuata abbia una esclusiva destinazione ospedaliero-sanitaria e non finisca col formare oggetto di appetiti edificatori ulteriori e di natura differente».

«Tutto ciò, unitamente all’auspicio di una necessaria vocazione universitaria del nuovo polo ospedaliero, che possa garantire un livello di eccellenza all’intero distretto sanitario piacentino. Per questi motivi, Buona Destra approva la scelta dell’area 6 Farnesiana per la costruzione del nuovo ospedale di Piacenza e ringrazia il consigliere comunale Michele Giardino per aver contribuito col suo voto a questa decisione dell’Amministrazione comunale».

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