Centrodestra, Agogliati: «Basta cartelli elettorali, dobbiamo impegnarci per un programma condiviso»

Continua il dibattito interno ai partiti di centrodestra dopo le critiche dei consiglieri delle liste civiche Marco Colosimo e Paolo Garetti. L'ex senatore azzurro: «Nel 2017 sceglieremo come candidato sindaco chi meglio incarnerà il nostro programma. Forza Italia non si azzera»

Antonio Agogliati

Mentre la giunta Dosi inizia il primo dei suoi quattro incontri pubblici per illustrare il bilancio di metà mandato, anche nel centrodestra è tempo di tracciare un quadro di questi due anni e mezzo di opposizione, non sempre compatta e lineare. Sono giorni di riflessione dopo la conferenza stampa dei rappresentanti in consiglio di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, che però sono stati oggetto delle critiche dei consiglieri delle liste civiche di centrodestra Paolo Garetti (Lista Sveglia) e Marco Colosimo (Piacenza Viva). «La legge elettorale per le Politiche – interviene nella discussione anche Antonio Agogliati, ex senatore di Forza Italia, ora in Comune a Ferriere – ci impone addirittura di stare uniti in un’unica lista, perciò dovremmo impegnarci maggiormente a Piacenza – città non di sinistra – per presentare una squadra credibile con candidati di valore in grado di poter battere il centrosinistra. Aspettiamo il voto alla Regionali per capire dove sta andando il centrodestra nazionale, poi ne parleremo anche a livello locale».

Colosimo ha lanciato la proposta di riazzerare le segreterie dei partiti per ripartire da capo e costruire un’alternativa a Dosi nel 2017: l’idea è stata subito rispedita al mittente dalla Lega Nord. «Troppo facile azzerare tutto – osserva Agogliati -, togliendo di mezzo le segreterie dei partiti: così le liste civiche avrebbero molto più peso e i suoi rappresentanti sarebbero sicuri delle loro poltrone in consiglio. L’unica volta che si è vinto a Piacenza – e il sottoscritto ebbe un ruolo importante in quella tornata elettorale – è il 1998, quando candidammo Gianguido Guidotti sindaco, appoggiato da tutti i partiti di centrodestra che condivisero il programma in toto. Con Squeri nel 2007 facemmo solamente un cartello elettorale che raggruppava tutti e infatti perdemmo. Dovremmo ricordarci di queste esperienze e non commettere gli stessi errori».

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Dosi nel frattempo apre alla possibilità di una candidatura bis alla guida dell’ente di Palazzo Mercanti. Il centrodestra sta già pensando a un suo antagonista? «Non decido io personalmente, ma qualche figura ce l’abbiamo in mente: tuttavia la persona viene dopo il programma. Prima dobbiamo condividere tutti insieme un programma e poi sceglieremo la persona – politico o proveniente dalla società civile – che lo incarna meglio. I piacentini non sono contenti di Dosi, ma la gente di centrodestra si trova un po’ spiazzata dalla situazione nazionale e non sa chi votare. Dobbiamo riportare al centro della nostra discussione politica temi come la sicurezza, il commercio e il lavoro, non le beghe personali tra noi». Agogliati lancia un appello a tutto il centrodestra piacentino. «Mi auguro che prevalga il buonsenso e ci si metta tutti attorno a un tavolo. Comunque in Forza Italia non azzeriamo proprio niente, semplicemente aspettiamo che si faccia il nostro congresso. Vedo persone ottime sia nei partiti che nelle civiche: se tutti pensano alla loro poltroncina però non si va molto lontano…».

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