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Giorgio Cisini

Giorgio Cisini

Cisini: «Sono sereno, percorso trasparente e rispettoso delle regole»

Appalto dell'illuminazione pubblica: l'assessore Giorgio Cisini replica alle critiche provenienti dai "dissidenti" e dall'opposizione. «Ora valuteranno i dirigenti dell'ente»

«In un paio di giorni daremo una prima valutazione della proposta dei “dissidenti”. Sentirò il parere dei dirigenti del Comune e poi faremo le nostre valutazioni». L’assessore Giorgio Cisini, al termine della riunione di giunta, spiega la sua posizione sulla questione illuminazione pubblica. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, dopo lo strappo con i “dissidenti” – che nelle ultime ore hanno presentato una loro proposta al sindaco Paolo Dosi sulla modalità di costruzione dell’appalto da oltre 30 milioni di euro per i prossimi 15 anni – e le voci di possibili dimissioni, Cisini prova a fare chiarezza sul caso.  «Loro – per “loro” s’intende la corrente non renziana della maggioranza, critica nei confronti della giunta - ci segnalano la volontà di effettuare un percorso diverso dal “project financing”».  Secondo i dissidenti c’è la possibilità di prorogare il bando, che scade il prossimo 30 giugno. Cisini aveva in un primo momento escluso questa possibilità: ora pare essere più propenso ad aspettare un’indicazione più precisa e attendibile proveniente dagli uffici comunali.

«Ci hanno consegnato – prosegue Cisini - un documento articolato. L’abbiamo visto e discusso, ma ora preferisco attendere la verifica dei dirigenti e dei tecnici del Comune. Sono arrivati un po’ al limite del tempo a disposizione con la loro proposta: non so comunque quante società si potranno fare avanti a presentare progetti alternativi dal costo di centinaia di migliaia di euro in così poco tempo. Io comunque non sono né un tecnico, né un legale. Non stiamo parlando di atti politici, ma di complessi provvedimenti sottoscritti dai dirigenti. Da solo non posso fare nulla. Vedremo».

L’assessore è stato al centro di polemiche: in diversi, tra maggioranza e minoranza, hanno – più o meno velatamente – punzecchiato la giunta di voler favorire “Enel Sole”. Su di lui sono piovute commenti velenosi durante la seduta di consiglio di lunedì, che lo ha visto assente per un problema di salute. «La legge – replica l’interessato – prevede che le Amministrazioni che si vedono recapitare da una società progetto tramite il canale “Consip”  – e la società investe denaro per allestire quel progetto ritenuto di "pubblica utilità"  -, debbano indire una gara europea e poi aprire al confronto con altre proposte tramite l'asta.  Insomma – prova a fare un esempio - ci dicono che hanno da offrirci una mela a 100 lire che noi pagavamo 110: dicono che posso scendere fino a 80 e si va a gara con base d’asta 80 lire. Può arrivare un altro e offrirci la mela a 70 lire. Allora quest’ultimo vince».

Tra le voci filtrate nell’ultima settimana, una riferiva di un Cisini vicino a rassegnare le dimissioni, offeso dalle insinuazioni di componenti del suo stesso partito. «Mi è dispiaciuto molto – dichiara Cisini – perché non è stato bello tirare in ballo la mia trasparenza. Io, alla luce del percorso fatto con i tecnici, sono sereno. Credo di aver fatto tutto nelle regole. La proposta di andare a gara con il progetto di Enel Sole come base d’asta, ci farà risparmiare almeno 3 milioni di euro in 15 anni». Cisini rigetta ancora una volta le critiche. «Se non abbiamo considerato alternative a Enel Sole è perché non ce n’erano. Non c’è stato detto o presentato nulla fino a qualche giorno fa».

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