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Sveglia: «Il Comune consideri il quoziente famigliare e i redditi patrimoniali»

Bilancio, il movimento chiede che la nuova tassazione consideri i due elementi ritenuti centrali. «Bisogna andare oltre l'Isee»

Nei giorni scorsi il consigliere comunale del movimento civico Sveglia, Paolo Garetti, era intervenuto chiedendo maggiori accertamenti e modalità diverse per la determinazione delle rette degli asili e mense scolastiche, oltre ad esprimere perplessità e contrarietà alle variazioni di Bilancio proposte.

Il movimento Sveglia dichiara: «Se da una parte assistiamo ad un calo delle entrate, dall’altra assistiamo a interventi d’adeguamento e variazione del Bilancio comunale, dovute a maggior costi (vedi l’ultimo relativo all’illuminazione). Questa situazione, oltre ad evidenziare scarsa dimestichezza previsionale, parte comunque da principi, ormai da più parti, ritenuti superati. Nello specifico Il Comune prevede, con l’applicazione delle nuove aliquote sull’addizionale IRPEF, 600.000 euro di minor gettito».

«Premettendo che a nessuno fa piacere pagare più tasse, soprattutto quando non ci sono destinazioni e scopi ben definiti, e senza dimenticare le fasce più deboli. Riteniamo opportuno partire pertanto da due presupposti fondamentali, per la determinazione delle imposizioni fiscali:

-Il quoziente familiare, del quale in campagna elettorale in molti hanno parlato, ma nessuno ha attuato.

-Il superamento graduale dell’Isee, passando da fasce di reddito per meri importi reddituali, a fasce di reddito patrimoniale.

E ancora: «Evidentemente è più semplice ragionare per fasce di reddito, soprattutto relative ai lavoratori dipendenti, o alle famiglie numerose. Si potrebbe però scoprire che dietro ad un reddito minimo ci sono patrimoni immensi, oppure che ha si rilevanza il numero dei componenti la famiglia, ma ci possono essere situazione e casistiche in cui valgono, e forse di più altri parametri o criticità. Da qui la necessità di applicare un quoziente. Siamo consapevoli che non si può improvvisare il tutto da un giorno all’altro, ma se l’amministrazione non riesce a pensare al futuro in maniera diversa, e condivisa, rischierà di essere un amministrazione diversa forse, ma senza futuro».

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