Diffamò i consiglieri Pd su Facebook, 40enne patteggia

Due mesi e 20 giorni per una donna che nell’estate 2018 polemizzò sullo spazio dato al Boat, lungo il Po, e parlò di corruzione in un post. La difesa: valutiamo il ricorso in Cassazione

Aveva accusato, con un post sulla pagina Facebook de "IlPiacenza.it", alcuni membri del Partito Democratico cittadino parlando di corruzione e tangenti legate al locale Boat, sul lungo Po, aperto nell’estate 2018. Il 24 gennaio una 40enne piacentina ha patteggiato due mesi e 20 giorni, pena sospesa, davanti al giudice per l’udienza preliminare Luca Milani. Il giudice ha anche subordinato la concessione della sospensione condizionale al risarcimento del danno e a una lettera di scuse. La donna era stata querelata, nel giugno del 2018, dai quattro consiglieri del Pd Christian Fiazza, Giulia Piroli, Stefano Cugini, Giorgia Buscarini. Il pubblico ministero Matteo Centini aveva dato l’ok alla richiesta di patteggiamento avanzata dal difensore della donna, l’avvocato Sara Soresi (che è, tra l'altro, collega degli stessi consiglieri a Palazzo Mercanti). La 40enne, dopo le polemiche nate dalla pubblicazione del post, si era scusata dicendo di essersi riferita ad altre persone e non agli attuali consiglieri. Soresi si è riservata di leggere le motivazioni della sentenza prima di valutare un ricorso alla Cassazione per motivi legati ad aspetti procedurali del patteggiamento. 

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A spiegare i motivi dell’iniziativa ci ha pensato Stefano Cugini, in veste di capogruppo consiliare dei dem: il risarcimento andrà in beneficenza. «Perché un esposto per diffamazione, con tutto quello che si legge oggi sui social? Abbiamo deciso di non arrenderci alla mancanza di senso del limite e usare il nostro momentaneo ruolo pubblico per riaffermare il bisogno di saper distinguere tra la critica, anche dura, e l'insulto, o peggio ancora le accuse di chissà quali comportamenti illeciti. Non abbiamo esitato ad andare in Tribunale in questo caso e non lo faremo in futuro, perché a tutto c'è un limite e dietro l'avversario politico o l'amministratore, sarebbe bene non scordarlo, c'è sempre una storia, ci sono famigliari, relazioni e la reputazione di una vita, che non meritano di finire nel tritacarne di qualche annoiato leone da tastiera».

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