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Diritti delle donne alla Festa Pd: «L’uso delle parole concorre a creare una cultura»

I diritti delle donne al centro del primo incontro politico della festa provinciale del Pd di Piacenza alla cooperativa di S. Antonio, con la consigliera regionale Roberta Mori

I diritti delle donne al centro del primo incontro politico della festa provinciale del Pd di Piacenza alla cooperativa di S. Antonio, con la consigliera regionale Roberta Mori intervistata dalla giornalista di "Libertà" Nicoletta Novara. Diversi i temi toccati durante il dibattito introdotto dal commissario provinciale del Pd Silvio Bisotti, anche sulla scorta degli ultimi fatti di attualità che hanno visto le donne vittime di violenza. «La violenza sulle donne e il femminicidio - ha sottolineato la consigliera dem Roberta Mori - ai quali periodicamente la cronaca ci riporta, non sono temi da vivere come un'emergenza perché purtroppo sono un fenomeno strutturale che va affrontato con tutti gli strumenti possibili, da quelli culturali, a quelli politici e istituzionali. Se non capiamo che per contrastare la violenza sulle donne in qualsiasi forma si manifesti servono azioni trasversali, a partire dalla scuola, non riusciremo ad affrontare in maniera radicale il problema».

«Le donne devono avere fiducia e non essere lasciate sole dentro a un sistema ancora troppo spesso censore, che discrimina e giudica, e quindi non aiuta la denuncia da parte delle donne. Per poter uscire dai vincoli della violenza e da contesti familiari che non lasciano talvolta scampo. Per fare questo le istituzioni devono essere in prima linea».

«Anche il linguaggio che crea l'immaginario condiviso - ha aggiunto - è un elemento cruciale della questione: vogliamo un linguaggio adeguato non per un vezzo da maestre dalla penna rossa, ma perché l'uso delle parole concorre a creare una cultura. Il fenomeno della violenza di genere è molto sottovalutato, spesso non ci rendiamo conto di quanto sommerso esista e quanto sia necessario ancora fare per farlo emergere. Molto si è parlato di educazione all'affettività e ai generi, ma non possiamo dimenticarci dell'impostazione prevalente della nostra società che porta con sè incrostazioni e residui ancora molto legati al patriarcato».

«Il rispetto delle soggettività e dei singoli - ha proseguito - deve essere al centro dell'attenzione: l'amore non può essere confuso con il possesso. Le violenze contro le donne sono trasversali nella società con una netta prevalenza tra i cittadini italiani, circa il 70 per cento. Una democrazia paritaria e plurale tuttavia non può non vedere la differenze tra le culture». La Regione Emilia Romagna attraverso la nostra legge sulla parità del 2014 ha cercato di dare una risposta strutturale, con tre milioni di euro stanziati per progettualità educative e sociali di contrasto e prevenzione alla violenza, e anche un sostegno integrato alle vittime. «Una legge che stiamo traducendo in altre lingue europee - ha aggiunto - e anche in arabo: è molto importante che anche la comunità islamica abbia ben presente quali sono i valori costituzionali che ci ispirano. È una sfida da portare avanti insieme per favorire i confronto. È odioso usare le donne per gli attacchi razzisti e per le strumentalizzazioni politiche, si tratta di temi troppo importanti che non si possono ridurre a slogan».

«La nostra legge regionale è una road Map - ha affermato Roberta Mori - di obiettivi trasversali di rafforzamento della soggettività femminile che porta a una prevenzione ampia della discriminazione e anche della violenza contro le donne. Sarebbe una buona base per una legge nazionale. La convenzione di Istanbul ci dice che non bastano le sanzioni per contrastare la violenza, ma c'è una radice culturale che va estirpata e che attraversa tanti ambiti della società».

La festa provinciale del Pd prosegue stasera con un dibattito che coinvolge i giovani amministratori del territorio piacentino. Ospite clou sarà, domenica sera alle 19, il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

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