Dosi: «Dall'Europa i soldi per fare funzionare meglio la nostra città»

Incontro natalizio con la stampa e primo bilancio dopo sei mesi di mandato: «La situaizone è molto difficile, cerchiamo di tutelare le fasce deboli. Le partite più importanti? Aree demaniali, militari e Borgofaxhall»

Un momento dell'incontro

«In Europa sono disponibili molte risorse. Io e la mia giunta andremo di persona a Bruxelles per ottenere quei fondi che serviranno a vincere molte sfide ancora aperte, e rendere Piacenza migliore sotto tutti i punti di vista». Il sindaco Paolo Dosi ama usare il termine "partite ancora aperte e da giocare" per indicare le tante questioni che la nuova amministrazione, insediata da sei mesi, deve e vuole evincere non solo per guadagnare credibilità, ma anche per fare vincere a Piacenza le sfide nel campo del lavoro, dei servizi pubblici, dell'aiuto alle fasce deboli, del carico fiscale, della sicurezza e via dicendo. Dosi e i suoi assessori hanno incontrato i rappresentanti della stampa piacentina per il tradizionale scambio di auguri in Comune, e per fare un primo bilancio dopo sei mesi di mandato. Il sindaco ha incentrato gran parte del suo intervento sul lavoro, sulla crisi, e sul sostegno alle fasce deboli, sottolineando le tante difficoltà che un'amministrazione incontra, ad esempio, per stare al passo con le normative sugli enti locali «che spesso generano incertezza e instabilità a causa dei conflitti che creano».

«Il nostro Comune - ha detto - è 95esimo nella classifica del contenimento del peso dell'Imu sui cittadini, in un contesto nel quale ci siamo trovati a dover fare noi da esattori per conto dello Stato. Abbiamo cercato quindi di farlo in maniera da non gravare sulle fasce deboli, e a favore dei nuovi insediamenti produttivi. Sicuramente ci saranno le opinioni avverse e gli scontenti, ma il tutto va valutato nel suo complesso. Abbiamo anche rimodulato le aliquote Irpef secondo un principio di equità e che privilegia le fasce svantaggiate, riequilibrando in base ai carichi famigliari. Abbiamo attivato anche una spending review per contenere i costi, e a breve ne daremo conto analiticamente».

Quali sono le partite più importanti che Dosi vuole vincere a livello di sviluppo del territorio? «Aree militari, aree demaniali e area Borgofaxhall». Nel primo caso il sindaco, giustamente, non fa altro che prendere atto che sono di nuovo cambiati gli interlocutori governativi e militari, per cui c'è più o meno da ricominciare tutto da capo. Per gli immobili del Demanio va leggermente meglio visto che i 12 immobili di prestigio in questione - che si vorrebbe recuperare e restituire alla città - almeno sono stati visitati di recente dai funzionari dello Stato: anche se Dosi - tra l'ironico e il rassegnato - accenna al fatto che nemmeno lo Stato sapeva di averli. Almeno alcuni di questi. «L'ospedale militare, ad esempio? Personalmente mi piacerebbe vederlo riutilizzato in ambito universitario» ha risposto il primo cittadino.
Sulla questione Borgofaxhall non entra nel dettaglio dell'impasse e dei contenziosi legali «che ci paralizzano», ma si capisce chiaramente che questa è una delle sue priorità in calendario: «Recuperando quell'area risolveremmo tanti problemi legati a tutta la zona, oltre anche al parcheggio delle corriere».

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Sulla sicurezza, e sulla polemica dei sindacati di polizia circa la destinazione di tre nuovi agenti alla questura di Piacenza, il sindaco non entra nel merito della questione: «Apprendiamo quello che dicono i sindacati - ha spiegato - ma restiamo in attesa di vedere se queste previsioni si avvereranno o meno. Poi ci comporteremo di conseguenza. Per il momento possiamo però affermare che la nostra polizia municipale tante volte va a sopperire le lacune delle altre forze dell'ordine. E che Piacenza è ancora una città sicura».
 

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