Domenica, 14 Luglio 2024
Parla la deputata Murelli

«Ho agito superficialmente, ma non ho rubato e quei soldi sono stati subito restituiti»

Elena Murelli rompe il silenzio sul bonus Covid da 600 euro al centro di molte polemiche nel 2020: «Voglio fare chiarezza, sono stanca di essere associata a quella vicenda, ho ricevuto otto minacce di morte. La Lega poteva tutelarmi di più»

«Adesso voglio fare chiarezza, sono davvero stanca di sentire parlare ancora del bonus. Vi spiego come è andata». Elena Murelli, deputata della Lega, a distanza di un anno e mezzo, rompe il silenzio e offre la sua versione dei fatti in merito alla vicenda che, suo malgrado, l’ha vista protagonista nell’agosto 2020.

Vicenda che non ha mai avuto alcunché di rilevante sul piano penale, ma che l’ha infilata, su quello morale, al centro di tante polemiche nell’opinione pubblica locale e nazionale. La deputata, insieme ad alcuni colleghi, da libera professionista, aveva ottenuto i 600 euro di bonus che il Governo Conte all’epoca elargì alle Partita Iva che avevano lavorato poco (o niente) durante il primo lockdown. Un parlamentare, però, può contare su un lauto stipendio (11mila euro al mese), perciò molti espressero indignazione per la richiesta.  

«Una sentenza del Tribunale di Roma delle scorse ore - fa sapere Murelli - dice che l’Inps può procedere per richiedere indietro i bonus. Sia chiaro: io li ho restituiti subito. Me li hanno pagati a maggio 2020, la vicenda è stata resa nota ad agosto, ai primi di settembre li avevo già restituiti. Ma l’Inps me li ha pure re-inviati nuovamente ad ottobre. Li ho ancora restituiti, con l’intervento del mio avvocato e della mia commercialista».

  • Onorevole, ci racconti come andò. Perché chiese quel bonus da 600 euro?

Nella primavera del 2020 avevo un problema con l’Inps, una causa in corso da quattro anni per una maternità. Causa che ho perso proprio nei giorni precedenti alla presentazione del bonus. Quando il mio commercialista mi ha presentato la domanda, non ho obiettato. Ho peccato di superficialità: non ho pensato al periodo che stavano vivendo in quel momento commercianti, ristoratori, liberi professionisti.

  • Perché ha deciso di parlare solo ora, dopo due anni?  Più volte le abbiamo chiesto di spiegare…

Avevo l’ordine, dal partito, di non parlare. Ma ora che l’Inps vuole chiedere indietro i soldi, voglio far sapere a tutti di averlo fatto subito e per ben due volte. Come è possibile? Forse era lecito, perché previsto dalla legge.

  • Ritiene di essere stata strumentalizzata?

Sì, la vicenda è stata cavalcata e strumentalizzata. Era l’estate nella quale si discuteva del “taglio dei parlamentari” voluto dal Movimento 5 Stelle, poi confermato dal Referendum. Sostenevano che il taglio di 200 parlamentari avrebbe portato ad una diminuzione dei costi, quando in quella riforma era prevista anche l’assunzione di 4mila funzionari. Così uscirono i nomi di alcuni parlamentari che chiesero il bonus. Secondo me, non tutti…

  • La vicenda la segna ancora oggi. I piacentini la accostano molto spesso a questo fatto…

Purtroppo mi sono capitati in questi quasi due anni episodi spiacevoli. Persone che non mi salutavano più per strada, che mi guardavano male. Per giorni sono stata ricoperta d’insulti sui social. Ho presentato 8 denunce per minacce di morte a me e ai miei familiari e 2148 per diffamazione sui social, con protagonisti anche alcuni piacentini. Poi per non intasare il lavoro della Procura di Piacenza le abbiamo ridotte a 15, prendendo in considerazione solo le più gravi. Vengo sempre accostata a questa vicenda e ora sono un po’ stanca. Per questo ho deciso di parlarne, perché la verità deve emergere. Ho agito superficialmente, ma non ho rubato niente. Essere paragonata alle vicende della “caserma Levante”, come ha fatto un giornale, non lo accetto. Mi ha fatto molto male tutto questo. Su di me sono stati fatti tanti “titoloni”. Per diversi giorni, nell’estate 2020, si parlò solo di quello. Paragonata all’inchiesta sugli appalti pubblici…

  • Ritiene che si siano usati “due pesi e due misure” nei suoi confronti?

Nel mio caso non ci sono state indagini, il bonus è stato restituito subito, non ho approfittato di soldi pubblici ma sono stata trattata ingiustamente.

  • Matteo Salvini cosa le ha detto dopo quanto successo?

Gli ho parlato, ha capito che c’è stato solo un errore di sottovalutazione e che non volevo approfittarne. Mi ha detto di andare avanti.

  • Si aspettava di essere maggiormente tutelata e difesa dal suo partito?

Sinceramente sì.

  • Al termine di questa esperienza parlamentare pensa che la Lega la ricandiderà ancora? A Roma o in altri ruoli? Salvini all’inizio disse di "no"…

Da qui al termine della legislatura non so quello che succederà. Sarò a disposizione del partito e soprattutto dei cittadini. Questo è’ il mio principio per cui da professionista l’ho dimostrato in questi anni, parlando poco e facendo i fatti con emendamenti, proposte di legge ed essendo presente sul territorio e a fianco delle associazioni e dei cittadini.

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