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Nel centrosinistra

Tarasconi e la possibile candidatura: «Come si fa a voltarsi dall'altra parte?»

La consigliera regionale del Partito Democratico conferma di essersi messa a disposizione, ma confida ancora che il centrosinistra trovi un altro candidato unitario

È disponibile o non è disponibile? Si candida o non si candida a sindaco? Su Katia Tarasconi, consigliera regionale del Partito Democratico, da mesi si rincorrono le voci. D’altronde è comprensibile: in tanti nel centrosinistra – dove spesso i complimenti tra “compagni” di cordata si lesinano – la ritengono un’ottima candidata. Per esperienza, per curriculum, per capacità di intercettare in città anche voti non proprio di sinistra. Ma la sua “carriera” politica (ex assessore al commercio e poi eletta per due mandati a Bologna) purtroppo proprio in questi ultimi mesi, lungo il cammino, ha trovato una drammatica esperienza familiare che rende la politica ben poca cosa.

Abbiamo provato a contattare la stessa Tarasconi per provare a capire qualcosa del suo futuro.

  • Consigliera, cosa succede? È veramente disponibile a candidarsi a sindaco?

Non lo so cosa succede. Non era certo quello che pensavo di fare in questo momento del mio vissuto personale. È chiaro che, alle condizioni date, come si fa a voltarsi dall’altra parte? Dovranno decidere quelli del Pd, della coalizione, sapendo che io dò la mia disponibilità. Che non significa però che, domani mattina, mi candido a sindaco.

  • Glielo ha chiesto qualcuno in particolare? Il suo partito? Il presidente Bonaccini?

Una marea di gente, me lo chiedono tutti i giorni, di continuo. Ma confido ancora che trovino un altro candidato unitario. Ero serena e tranquilla nelle settimane scorse, si era trovata una persona competitiva e unitaria (Massimo Castelli, nda), ma quella figura non c’è più. Sia chiaro: non sono certo io che telefono alla gente per la candidatura.

  • Però il centrosinistra andrebbe comunque disunito alle elezioni: Stefano Cugini per la sua strada…

Non lo so. Quello di Alternativa per Piacenza è stato un percorso travagliato, complesso. Non so se ci sarà la capacità di provare a riunire, non lo posso sapere. Non ho parlato con nessuno, né con Cugini, né con Luigi Rabuffi.

  • Si dice che potrebbe intercettare anche un voto “non di centrosinistra”. È un bene essere considerati delle figure “trasversali”?

Credo che quando si intende fare una campagna elettorale, chiunque sia il candidato, deve provare a parlare a tutti i cittadini. Ed è chiaro che una campagna per le Comunali è molto diversa dalle Politiche: chi amministra la città la deve amministrare per tutti i piacentini. Se parliamo solo a quelli simpatici a noi o quelli che la pensano come me…Si parte con il piede sbagliato. Da quando faccio politica, personalmente, la faccio per tutti e non solo per una parte.

  • Ha letto o visto il messaggio di Patrizia Barbieri che annuncia la ricandidatura? Cosa ne pensa?

Non ho visto il video, mi hanno solo comunicato della sua ricandidatura. Decisione legittima, dopo cinque anni di mandato, volere proseguire. Oggi però non faccio bilanci dei cinque anni di questa Amministrazione.

  • Per essere un’alternativa dovrà pure valutare l’operato della Giunta uscente…

Io proseguo a fare il mio lavoro di consigliere regionale. Dopo di che se decideranno che io possa essere un buon candidato…Ma non sta a me stabilirlo. Sembra che qualcuno da lassù mi abbia voluto mettere apposta in questa situazione di difficoltà. Comunque nel centrosinistra stanno lavorando per trovare un altro candidato sindaco, un civico. Vediamo cosa salta fuori. Per quanto mi riguarda non era assolutamente nel mio immaginario candidarmi, non lo pensavo. Purtroppo la vita non ti chiede cosa vuoi. O quantomeno non è capitato con me.

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