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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Europa Verde: «Da monitorare l’impatto ambientale delle aziende del comparto logistico»

La consigliera regionale Zamboni chiede di realizzare uno studio scientifico approfondito sugli effetti cumulativi dell’inquinamento nel Piacentino

Mentre in questi giorni infuriano scontri violenti nel settore della logistica contro le condizioni di precarietà e sfruttamento dei lavoratori, Europa Verde raccoglie il grido d’allarme lanciato dalle associazioni ecologiste e dai comitati di cittadini sul degrado ambientale nella pianura piacentina caratterizzata da forte inquinamento. Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell’Assemblea  legislativa dell’Emilia-Romagna, ha depositato oggi un’interrogazione in cui sollecita la Regione a promuovere una indagine complessiva sui fattori inquinanti nell’area compresa tra Piacenza, Fiorenzuola e Caorso/Monticelli, come chiedono comitati di cittadini residenti in quei territori e numerose associazioni: Legambiente Piacenza, Italia Nostra sezione di Fiorenzuola d’Arda e Valdarda, Comitato per la difesa dell’Ambiente e della Salute di Caorso, il Comitato Barabasca, SOS Ambiente Piacenza. In particolare, le associazioni chiedono alla Regione di promuovere indagini e analisi di impatto d’area, non ristrette quindi all’ambito locale, ma condotte con riferimento all’area vasta, in particolare per i temi di viabilità?, emissioni, gestione idrica e idrogeologica, rumore e surriscaldamento ambientale.Silvia Zamboni-3

«Nel ristretto territorio della pianura piacentina si registra una preoccupante concentrazione di attività e infrastrutture con un pesante impatto ambientale prodotto, in particolare, dagli impianti per il trattamento dei rifiuti, i poli logistici, i tre assi autostradali che lo attraversano e altro ancora  – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa –  Il risultato è una delle aree più inquinate della pianura padana, come testimonia il triste primato di Piacenza, prima città dell’Emilia-Romagna e 25° in Europa tra quelle con il più alto tasso di mortalità da polveri sottili secondo i dati di una recente ricerca condotta dall'Università di Utrecht, dal Global Health Institute di Barcellona e dal Tropical and Public Health Institute svizzero. Nonostante un contesto così compromesso, non si arresta l’ampliamento delle attività inquinanti. In particolare, assistiamo ad una imponente espansione delle attività logistiche. A Piacenza, Cadeo, Caorso, Monticelli a Fiorenzuola sono oltre una decina i progetti di nuovi poli logistici presentati alle amministrazioni locali, già autorizzati o in attesa di autorizzazione, per oltre un milione di metri quadri di superfici che rischiano di essere cementificate», sottolinea la consigliera.

Uno degli elementi maggiormente critici dal punto di vista ambientale riguarda la crescita inarrestabile di nuovi poli logistici che generano emissioni che appaiono essere incompatibili con gli impegni delle istituzioni, e della stessa Regione Emilia-Romagna, per la riduzione delle emissioni climalteranti e dello smog. «Gli amministratori locali – aggiunge Zamboni – sembrano ignorare gli impegni presi anche dall’Italia con gli Accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici e la condanna della Corte di Giustizia europea per l’inquinamento da polveri sottili nel bacino padano, e concedono nuove autorizzazioni all’ampliamento delle attività logistiche, un settore che, come testimoniano i casi di cronaca, non garantisce la qualità del lavoro e le tutele dovute ai lavoratori».

Le maggiori preoccupazioni dei cittadini residenti in questi territori derivano dall’effetto cumulativo dovuto alla concentrazione territoriale di numerose attività altamente impattanti. Raccogliendo queste preoccupazioni, con l’interrogazione depositata oggi Europa Verde sollecita la Regione a promuovere un’indagine approfondita, diretta a considerare gli effetti cumulativi di tutti i fattori ambientali e di rischio incidenti sul territorio della pianura piacentina. Una ricerca che dovrà essere presa come riferimento per le decisioni delle amministrazioni locali in materia di autorizzazioni di nuove attività impattanti.

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