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Marco Colosimo

Marco Colosimo

Colosimo: «Alcune lotte sindacali sono una minaccia per il futuro qui delle aziende»

Il coordinatore del partito di Giorgia Meloni interviene nella vicenda Fedex-Tnt: «I confederali intervengono su questioni politiche e dimenticano di governare la situazione della logistica, così altre sigle hanno fatto breccia nel comparto»

«Dopo anni nei quali si è scelto di non vedere ciò che stava succedendo, è ormai di tutta evidenza come le lotte di alcune sigle sindacali, che a Piacenza vanno avanti da lungo tempo, abbiano rappresentato per alcune grosse realtà aziendali una potenziale minaccia alla possibilità di fatturare e, quindi, rifondere sul territorio gli stipendi dei lavoratori». Lo rileva Marco Colosimo, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, rimarcando che «la situazione è altresì anche il segno evidente che le stesse sigle hanno fatto breccia all'interno di un comparto in cui hanno trovato ampi spazi. Non sta al sottoscritto giudicare o consigliare l'iscrizione ad uno o all'altro sindacato, né tantomeno giudicare quanto una rivendicazione sindacale possa spingersi oltre, né con quali mezzi di lotta. Ho potuto constatare quello che personalmente considero un fallimento dei Sindacati confederali, i quali troppe volte hanno speso parole su questioni politiche, piuttosto che proporsi di governare i processi in corso nel mondo del lavoro».

Per l’esponente del movimento politico di Giorgia Meloni «gli ampi spazi lasciati al mondo dell’antagonismo non sono figli di nessuno. Risulta tuttavia inaccettabile, però, la pratica del nascondersi dietro ad un dito, piccolo, e affermare che Piacenza non possa più essere centrale nello sviluppo dell'attività di Fedex-Tnt. Questa è solo una maschera, anche questa risibile, che vuole mal nascondere cosa realmente si celi dietro ad una scelta aziendale. Di esempi se ne potrebbero fare tanti altri, di grandi marchi e hub che dopo insistenze e la incertezza rispetto alla possibilità di avere continuità produttiva, hanno preferito delocalizzare altrove la propria attività».

«Tutto questo – prosegue Colosimo - per la nostra città è mortificante e qualcuno dovrebbe assumersene la responsabilità. Oltre ai sindacati dovrebbero interrogarsi su questi accadimenti anche i Prefetti che si sono alternati nel territorio piacentino, senza mai di fatto prendere una posizione risoluta in materia. Con una gestione del Polo Logistico diametralmente opposta a quella di oggi, infatti, liberandolo da qualsiasi pseudo società o cooperativa spuria, si potrebbe forse iniziare a far cambiare faccia e reputazione al Polo medesimo. Senza andare troppo lontano si potrebbe prendere le mosse dalle realtà di Castel San Giovanni o, meglio ancora, dell'Interporto di Parma. Con un controllo serio ed articolato i territori di riferimento hanno potuto trarre, da questo tipo di insediamenti, grandi benefici». «La situazione di Piacenza risulta francamente sconfortante. Non vi sono stati contratti caratterizzati dal vincolo della anzianità di residenza, con grande penalizzazione dei livelli occupazionali e delle tipologie contrattuali utilizzate». Per Colosimo «è arrivato il momento di non restare fermi a guardare, bensì di proporre soluzioni ponderate per l’intero comparto logistico, al fine di evitare da un lato la perdita di occupazione, dall'altro scongiurare i rischi di una definitiva fuga di altre realtà imprenditoriali». «E’ indispensabile – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – immaginare un futuro per il polo logistico che sappia coniugare i diritti dei lavoratori con uno sviluppo aziendale, il quale possa caratterizzarsi per professionalità e sostenibilità».

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