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Forza Nuova: «Il prefetto pensi alla sicurezza, non ai media»

Forza Nuova Piacenza risponde al prefetto

«La prefettura di Piacenza – scrive in una nota Forza Nuova - invece che preoccuparsi di cosa scrivono i piacentini sui social network, dovrebbe preoccuparsi della sicurezza della sua città, essendo appunto,il Prefetto, il responsabile dell'ordine e della sicurezza pubblica. Ricordiamo che sino a prova contraria, l'articolo 21 della nostra Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno piena libertà di manifestare il proprio pensiero, connotato fondamentale di ogni sistema democratico, in riferimento sia alla libertà di eprimere le proprie opinioni, sia alla libertà di informazione. Per questo motivo viene preso in considerazione non soltanto l'uso della parola e dello scritto ma anche di ogni altro mezzo di diffusione quale radio, televisione e internet. Le statistiche del sole24ore, diversamente da quanto emerge nella nota rilasciata dalla prefettura, Piacenza ha perso nel 2015 ben 15 posizioni in tema della sicurezza e tradotto, per la precisione, nei seguenti numeri: 35 reati al giorno e un aumento dello 0,65 per quanto riguarda i furti in abitazione. Se poi vogliamo fare i confronti con le altre città dell'Emilia Romagna, giustificando l'assenza di misure di sicurezza solo perchè Piacenza risulta essere la meno peggio, riteniamo che questa affermazione sia solo un arduo tentativo di depistaggio da parte di una politica fallimentare. Se è vero che la città è così sicura, come mai alla luce delle recenti dichiarazioni del prefetto, veniva raccomandato ai cittadini di munirsi di sistemi d'allarme e inferriate per difendersi dai ladri? Come mai stanno aumentando le richieste da parte dell'amministrazione comunale e provinciale dei cosiddetti gruppi per il controllo del vicinato? Come mai i residenti del quartiere Borgotrebbia, a loro spese, hanno stipulato un contratto con un istituto di vigilanza notturno? Ribadiamo pertanto che,accusare la stampa mettendo in dubbio la veridicità delle notizie pubblicate, accusandola di enfatizzare recando falsi allarmismi,e usare come capro espiatorio i piacentini che trovano sfogo raccontando le loro esperienze negative sui social,sia un dispotismo deludente e alquanto gravissimo».

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